Il Parco dell’Adamello, gestito dalla Comunità Montana di Valle Camonica, conferma il proprio impegno concreto a favore del territorio e delle comunità che lo vivono e lo custodiscono, attraverso la pubblicazione di due nuovi bandi dedicati al sostegno delle attività locali. Le iniziative si inseriscono in una pianificazione che mira non solo alla tutela ambientale, ma anche al riconoscimento del ruolo fondamentale svolto da cittadini, imprese e operatori che, con il proprio lavoro quotidiano, contribuiscono alla cura, alla valorizzazione e alla vitalità del Parco. Questo impegno si traduce in un sostegno diretto, costruito interamente con risorse proprie dell’ente, a testimonianza della scelta precisa di investire sul territorio e nelle persone che lo rendono vivo.
Il primo bando riguarda il “Premio dei prati da sfalcio” - nato undici anni fa durante il primo mandato come Assessore del Parco di Giovan Battista Bernardi - che continua ancora oggi nel suo percorso e si conferma un’iniziativa sempre più apprezzata e partecipata nel tempo. Un bando che riconosce e valorizza il lavoro di chi mantiene e gestisce i prati da foraggio, contribuendo in modo determinante alla conservazione del paesaggio tradizionale e alla salvaguardia della biodiversità.
Accanto a questo prende avvio un secondo bando, di carattere sperimentale e pilota, dedicato al sostegno di attività di promozione extraterritoriale e di animazione locale nel territorio del Parco dell’Adamello e della Riserva della Biosfera Valle Camonica-Alto Sebino. L’obiettivo è incentivare iniziative capaci di generare valore, rafforzare l’attrattività del territorio e sostenere chi investe tempo e risorse per far conoscere e animare la valle, in coerenza con le linee guida dell’ente.
Entrambi i bandi condividono una visione comune: affiancare e sostenere chi opera sul territorio, riconoscendone il valore non solo economico, ma anche ambientale e sociale. Un approccio che coniuga tutela e sviluppo, promuovendo un modello di gestione partecipata e dinamica, aperta al confronto e orientata al miglioramento continuo.
«Con questi interventi vogliamo mandare un messaggio molto chiaro – ha commentato l’Assessore Giovan Battista Bernardi, con deleghe al Parco dell’Adamello e all’Ambiente – La tutela del territorio non può restare solo un principio, deve tradursi in azioni concrete e in un sostegno reale a chi quel territorio lo vive e lo mantiene ogni giorno. Da una parte riconosciamo il valore di attività fondamentali ma spesso poco visibili, come la gestione dei prati, che non sono solo produzione agricola ma presidio ambientale, cura del paesaggio e contributo diretto alla biodiversità. Dall’altra scegliamo di investire su chi ha idee, energie e capacità per raccontare e animare il territorio, sia all’interno sia all’esterno, perché la promozione non può essere solo compito delle istituzioni. È una scelta precisa: utilizzare risorse proprie dell’Ente per restituire valore al territorio e alle persone che lo rendono vivo. Non si tratta di interventi risolutivi, ma di strumenti che vogliono accompagnare, incentivare e riconoscere un impegno diffuso. L’obiettivo è costruire una responsabilità condivisa, in cui chi opera qui si senta parte attiva non solo nella gestione, ma anche nella valorizzazione del Parco.
Crediamo che il futuro di questi territori passi da un equilibrio tra attività umane e ambiente, tra economia e tutela. Per questo sosteniamo chi lavora in questa direzione, promuovendo iniziative coerenti con i valori del Parco e capaci di generare ricadute positive per tutta la comunità».
Torna quindi anche nel 2026 il “Premio Prati da sfalcio”, giunto all’undicesima edizione, un appuntamento ormai consolidato che negli anni ha registrato una partecipazione crescente e un interesse diffuso sul territorio. L’iniziativa mette a disposizione un importo complessivo di 12.000 euro e rappresenta un riconoscimento concreto del lavoro svolto da chi, quotidianamente, cura e mantiene i prati da foraggio.
Il premio nasce dalla consapevolezza del valore di queste attività. La gestione dei prati, infatti, non è solo funzionale alla produzione di foraggio, ma contribuisce in modo determinante alla tutela del paesaggio, al mantenimento degli spazi aperti e alla salvaguardia della biodiversità, con un impegno spesso poco visibile, ma essenziale, che il Parco intende sostenere e valorizzare.
Pur nella consapevolezza che si tratti di un contributo limitato rispetto all’impegno richiesto, il bando vuole essere un segnale di attenzione e vicinanza a chi opera sul territorio, un riconoscimento – anche simbolico – del ruolo svolto da agricoltori, allevatori e proprietari nella cura attiva dell’ambiente montano.
Possono partecipare aziende agricole, allevatori – anche amatoriali – e altri proprietari di superfici a prato, con una particolare attenzione alle realtà legate all’allevamento, in quanto espressione diretta della funzione originaria dei prati da foraggio e del legame tra gestione del territorio e attività zootecnica.
La selezione avverrà attraverso valutazioni tecniche in campo che considerano sia gli aspetti agronomici sia quelli naturalistici, con un’attenzione crescente alla qualità ecologica e alla composizione floristica dei prati. In questo contesto la gestione corretta dei prati contribuisce anche alla conservazione di habitat preziosi per numerose specie, tra cui il Re di quaglie, uccello di interesse conservazionistico che trova proprio nei prati stabili montani uno degli ambienti indispensabili per la propria sopravvivenza.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro il 22 maggio 2026.
Bando per la promozione territoriale e l’animazione locale - Annualità 2026
Accanto al Premio Prati da sfalcio, il Parco dell’Adamello promuove per il 2026 un nuovo bando a carattere sperimentale e pilota, finalizzato a sostenere iniziative di promozione territoriale e animazione locale. Si tratta di una misura innovativa, che nasce dalla volontà dell’Ente di affiancare in modo concreto chi contribuisce a far conoscere e vivere il territorio, ampliando le modalità di valorizzazione del Parco e della Riserva della Biosfera Valle Camonica-Alto Sebino.
L’iniziativa mette a disposizione complessivamente 20.000 euro e si articola in due linee di intervento. La prima è dedicata alla promozione extra-territoriale e sostiene la partecipazione a fiere, eventi e manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale, con l’obiettivo di “portare fuori” l’eccellenza della Valle Camonica e intercettare nuovi contatti e opportunità. In questo caso, il contributo intende accompagnare soggetti collettivi del territorio che, partecipando a eventi esterni, si fanno promotori anche dell’immagine del Parco e della Riserva, diventando veri e propri ambasciatori del territorio.
La seconda linea è invece rivolta alla promozione e animazione locale e sostiene iniziative realizzate direttamente all’interno del Parco: eventi divulgativi, attività educative, esperienze sul campo e proposte capaci di accrescere l’attrattività e la consapevolezza ambientale di residenti e visitatori. L’obiettivo è valorizzare e stimolare una progettualità diffusa, riconoscendo il ruolo attivo di associazioni, operatori economici, aziende agricole e gestori di rifugi nel proporre e realizzare attività coerenti con i valori del Parco.
Il bando introduce un approccio nuovo, che punta a condividere la responsabilità della promozione territoriale non solo con iniziative promosse direttamente dall’Ente, ma anche con il sostegno a progetti ideati e realizzati da soggetti locali, nel rispetto delle linee guida e degli obiettivi di tutela e sviluppo sostenibile. In questa prospettiva, il contributo rappresenta un incentivo e un supporto concreto a chi investe risorse e competenze per generare valore sul territorio.
Particolare attenzione è inoltre riservata alla sostenibilità ambientale delle iniziative, attraverso il richiamo ai Criteri Ambientali Minimi per l’organizzazione degli eventi, con l’obiettivo di promuovere buone pratiche e ridurre l’impatto delle attività finanziate.
Le domande potranno essere presentate secondo modalità “a sportello”, fino a esaurimento delle risorse disponibili e comunque entro l’11 dicembre 2026.
