|
Il Museo Naturalistico si articola in varie aree espositive
dotate di numerose immagini, schede descrittive di fauna e
flora e pregevoli ricostruzioni di diversi ambienti del parco,
con scenari di predazione, tranquilli corsi d'acqua e istanti
della vita di animali di diverse specie.
Il Museo naturalistico del Parco dell'Adamello, proprio grazie
alla ricchezza di scenari e informazioni tecnico scientifiche
di cui dispone, si propone come valido strumento di approccio
alla conoscenza del territorio. Inoltre gli esperti operatori
presenti presso la struttura effettuano percorsi guidati all'interno
del Museo, aggiungendo particolarità, curiosità e dettagli
alle già numerose informazioni fornite.
Lo scenario delle zone umide
Nell'area dedicata alle zone umide vengono
riuniti i vari ambienti caratterizzati dalla presenza dell'acqua
come elemento dominante: torrenti, ruscelli, laghi naturali,
bacini artificiali, pozze, acquitrini, campi di sorgente e
torbiere. Sono descritte ed illustrate sia la componente faunistica
che vegetazionale il cui ciclo vitale è legato ai luoghi particolarmente
ricchi d'acqua. La trota fario (Salmo trutta fario) che è
la specie ittica più frequente nelle acque correnti di torrenti,
il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) che, per procurarsi il
cibo, nuota e cammina sui fondali, gli anfibi legati all'acqua
nelle prime fasi del loro ciclo vitale, quali il raro tritone
crestato (Triturus cristatus) la salamandra pezzata (Salainandra
salaniandra), la rana rossa (Rana temporaria), sono solo alcune
delle specie presenti.
Particolarmente efficace in questa sezione del Museo, la ricostruzione
di un torrente con la descrizione dell'ecosistema da esso
determinato.
Lo scenario dei boschi di latifoglie
Nella zona dedicata ai boschi di latifoglie
vengono descritti e mostrati i vari consorzi puri o misti
di latifoglie decidue presenti nel territorio del Parco, dal
fondovalle fin verso gli 800 1000 m di quota. Nel fondovalle
domina il castagno, ma non mancano querceti misti ad altre
specie arboree (acero, tiglio, frassino, carpino, betulla,
nocciolo, sambuco ...) resi riconoscibili nel periodo autunnale
dalle suggestive e forti colorazioni assunte. La fauna reperibile
nei boschi di latifoglie è rappresentata dal capriolo (Capreolus
capreolus) erbivoro molto schivo, la cui alimentazione è generalmente
caratterizzata da foglie e cime di quasi tutte le latifoglie
e da vegetazione erbacea.
Nel Museo è esposto un piccolo di capriolo imbalsamato oltre
che una dettagliata scheda biologica ed etologica della specie,
che insegna a riconoscere i "segni" della sua presenza sul
territorio. La volpe (Vulpes, vulpes), frequente nel territorio
del Parco è rappresentata nel museo da numerosi esemplari
imbalsamati, mentre la descrizione delle sue caratteristiche
biologiche e comportamenti è affidata a dettagliate schede.
Il ghiro (Glis, glis), il picchio muratore, il picchio rosso
maggiore, la poiana, sono altre tre le numerose specie qui
rappresentate.
Lo scenario dei boschi di conifere
I boschi di abete rosso o peccete, spesso
misti a larice, sono le formazioni boschive che caratterizzano
l'orizzonte montano superiore del Parco tra i 1000 e i 2000
m e sono rappresentati nel museo nell'area denominata boschi
di conifere. Altre aghifoglie presenti nel Parco, anche se
poco rappresentate sono: il pino silvestre (Pinus silvestrí),
l'abete bianco (Abies alba), il pino cembro (Pinus cem,bra).
La fauna tipica di questo ambiente descritta nel Museo è rappresentata
dallo scoiattolo, di cui sono esposti esemplari imbalsamati
in una ricostruzione relativa alle loro abitudini alimentari,
la martora, la cincia mora, il tordo bottaccio, il gallo cedrone
ed altri ancora.
Lo scenario degli arbusti contorti
La fascia degli arbusti contorti si estende
tra il limite superiore delle foreste e le praterie di altitudine,
dove le piante legnose e cespugliose si contendono lo spazio
vitale. La flora presente in questa zona e descritta nel Museo
è rappresentata da: ontano verde o di monte, cespuglieti a
rododendro rosso, ginepro nano e pino mugo. Per quanto riguarda
la fauna vi ritroviamo: l'arvicola delle nevi, il merlo dal
collare, la passera scopaiola e il fagiano di monte, con relativa
scheda descrittiva della bilogia ed etologia.
Lo scenario delle praterie alpine
Nella zona delle praterie alpine, che
si estendono dai 1100 ai 2200 m di quota, si possono osservare
alcune delle specie vegetali presenti, che si differenziano
anche in base al tipo di suolo presente. La fauna descritta
m questa sezione vede ad esempio la coturnice, la lepre bianca,
la marmotta, il cervo che è il Più grosso ungulato della fauna
europea; inoltre, vengono fornite informazioni su come rilevare
la presenza di queste specie sul territorio.
Lo scenario degli ambienti rupestri
Le zone degli ambienti rupestri, che compaiono
oltre i 2500 m di quota, vengono descritte sottolineandone
le condizioni altamente selettive che, oltre alla natura acida
o basica del suolo, rappresentano il principale fattore determinante
la flora presente. La fauna descritta è rappresentata dall'aquila
reale, di cui è esposto un magnifico esemplare imbalsamato,
la pernice bianca, il camoscio, lo stambecco, l'ermellino,
il corvo imperiale ed altri ancora.
I diorami, gli uccelli . e altro
ancora
Meritano sicuramente una nota a parte
i due bellissimi diorami presenti nel museo; il più esteso
è una riproduzione di una zona presso il Passo Croce Domini
nella stagione estiva: si può osservare una volpe in agguato
verso un gallo forcello, un branco di camosci, una zona umida
con eriofori e rana temporaria, un esemplare di pino mugo.
Sicuramente suggestivo il diorama del gufo reale in atteggiamento
predatorio.
Nel Museo non manca la parte dedicata agli uccelli, che mira
soprattutto a fornire gli strumenti per riconoscere dal volo
gli uccelli che si possono osservare nel Parco.
Non da ultima la sezione mineralogica del Museo che raccoglie
numerosi frammenti di rocce e minerali ritrovati nel Parco,
a testimonianza dell'orogenesi della Valle.
Ultima nota riguarda i numerosi esemplari di animali imbalsamati
presenti nel museo, parte di questi sono stati ritrovati ed
alcuni abbattuti illegalmente. In un ultimo gesto di generosità,
questi animali vengono utilizzati oggi come documento didattico,
nella speranza che stimolino il desiderio di vederne sempre
di più in vita, nel loro ambiente naturale.
|