Il Gambero d'acqua dolce
(Austropotamobius Pallipes Italicus) nel Parco dell'Adamello
Il gambero d'acqua dolce era segnalato, fino ad alcuni
anni fa, in numerosi torrenti del Parco oltre che nel
fiume Oglio. Oggi la sua presenza è sporadica e limitata
ad alcune vallate dell'area protetta (Comuni di Sonico,
Malonno, Berzo Demo, Niardo, Breno).
Tra le principali cause che hanno determinato la rarefazione
dell'Austropotamobius pallipes italicus nel Parco, si
possono citare lo sfruttamento a fini idroelettrici
di numerosi torrenti, con drastiche diminuzioni di portata
in alveo e conseguente depauperamento della funzionalità
ecosistemica dei torrenti captati, la semina incontrollata
di ittiofauna nei corsi d'acqua oltre che, ovviamente,
al bracconaggio.
Nel fondovalle della Valle Camonica il gambero autoctono,
un tempo molto diffuso lungo tutta l'asta del fiume
Oglio, è oggi segnalato solo in sporadiche località.
Gamberi adulti
d'acqua dolce.
Cenni
di bio-etologia della specie
Il
gambero d'acqua dolce è un Crostaceo appartenente alla
Famiglia degli Astacidae. L'unica specie autoctona in
Italia è Austropotamobius pallipes, con la sottospecie
A. p. italicus Faxon. La sottospecie A. p. pallipes Ler.
è invece presente in Corsica, Svizzera e Francia. Il Piemonte
e la Liguria segnano il confine geografico tra le due
sottospecie.
Il gambero di fiume ha un colore bruno-verdastro, può
raggiungere i 12 centimetri di lunghezza e il peso massimo
di 90 grammi.
Gli accoppiamenti avvengono in autunno, la schiusa delle
uova in primavera. Le larve, che si accrescono per sviluppo
diretto, nel primo anno di vita subiscono 5-6 mute, durante
le quali l'esoscheletro chitinoso viene abbandonato per
alcuni giorni per consentire l'accrescimento corporeo
del crostaceo. Nell'adulto l'ecdisi avviene, di norma,
una sola volta all'anno. Il gambero di fiume ha abitudini
prevalentemente notturne ed è onnivoro, cibandosi di insetti,
larve di anfibi e pesci, anellidi, molluschi, vegetali
acquatici e detriti organici. I principali predatori della
specie sono le arvicole e i pesci (salmonidi).
Il suo habitat ideale coincide con i corsi d'acqua montani,
freschi e di elevata qualità ambientale, non troppo turbolenti,
ben ossigenati e con temperature massime dell'acqua pari
a 20-22 °C. Il pH ideale va dalla neutralità (pH 7) a
pH 8; molto importante, per la creazione dell'esoscheletro,
è la presenza di una certa concentrazione di sali di calcio.
Il gambero di fiume è stato inserito da parte della IUCN
nel "libro rosso" degli Invertebrati, a causa della sua
rarità. Il crostaceo ha infatti subìto, negli ultimi decenni,
una drastica diminuzione delle consistenze, causata da
due principali fattori: l'inquinamento idrico e la diffusione
di una patologia causata dal micete Aphanomyces astaci,
originario degli Stati Uniti.
A differenza dei gamberi di origine americana, quelli
europei si sono trovati indifesi di fronte agli attacchi
della malattia, che li ha letteralmente decimati. Inoltre,
grazie alla maggiore resistenza e all'elevato tasso di
fertilità delle specie alloctone, queste ultime sono state,
per motivazioni prevalentemente economiche, sconsideratamente
introdotte in numerosi corpi d'acqua italiani, aggravando
ulteriormente la già precaria situazione del gambero autoctono.
La fase del
prelievo di gamberi.
Finalità
del "Progetto Gambero"
Gli interventi previsti hanno la finalità di ricostituire
all'interno del Parco Adamello, piccole popolazioni
autonome di Austropotamobius pallipes in alcuni corsi
d'acqua provvisti delle caratteristiche ecologiche e
chimico-fisiche idonee alla specie e fatta salva una
verifica delle cause di scomparsa del crostaceo nelle
aree in cui si é prevista l'azione di ricostituzione
della specie.
Gli interventi di ricostituzione di popolazioni di
Gambero d'acqua dolce all'interno del Parco Adamello
si svolgeranno secondo le seguenti fasi:
Fase 1 - Ricognizione della presenza e distribuzione
del gambero nel Parco Adamello negli ultimi anni mediante
ricerca bibliografica e uscite mirate sul campo;
Fase 2 - Censimento delle consistenze della
specie sia all'interno del Parco sia in territori
ad esso limitrofi;
Fase 3 - Prelievo di esemplari di Austropotamobius
pallipes in alcune località della Valle Camonica ove
le consistenze lo consentano, previo accertamento
della compatibilità genetica degli individui da immettere;
Fase 4 - Stabulazione, se necessaria, e successivo
rilascio di piccole popolazioni di gambero in alcuni
corsi d'acqua idonei all'interno del Parco;
Fase 5 - Monitoraggio delle neopopolazioni
ricostituite;
Fase 6 - Interventi di divulgazione, con
finalità didattiche, dell'intervento di ricostituzione
biologica eseguito sulla specie in questione.
Nel mese di settembre 2000, grazie alla disponibilità
del titolare della "Troticoltura Viola" di Malonno,
sono stati catturati oltre 250 gamberi (nati nel 2000,
nel 1999, subadulti e adulti), liberati nella notte
in alcuni corsi d'acqua vocati all'interno del Parco.
Alle fasi salienti, oltre a personale dell'area protetta
e ad alcuni professionisti specializzati nel settore,
hanno partecipato con interesse guardiacaccia provinciali
e guardie del Corpo Forestale dello Stato in servizio
presso le stazioni di Edolo.