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PROGRAMMI DI CENSIMENTO DELL'ERPETOFAUNA
E INTERVENTI DI SALVATAGGIO ANFIBI.
A cura di
Bennati Rolando
Programmi di censimento dell'erpetofauna e interventi
di salvataggio Anfibi.
Tra le attività più importanti che impegnano
coloro, enti e persone che gestiscono il parco, oltre
a porre dei freni allo sfruttamento del territorio,
della fauna e della flora, vi è lo sviluppo di
programmi di censimento faunistico che portino alla
conoscenza della reale consistenza del patrimonio naturale
e della capacità ricettiva del territorio stesso
nei confronti di determinate specie che esigono dei
parametri ambientali particolari. A mio giudizio quest'attività
potrebbe e dovrebbe rientrare nei compiti delle guardie
ecologiche.
Questo monitoraggio dell'ambiente "parco"
è certamente in grado di portare ottimi risultati
sia sulla conoscenza della distribuzione delle specie
che sulla loro protezione; inoltre potrebbe porre le
basi di future ricerche specialistiche che consentano
di conoscere la loro reale consistenza numerica, la
dinamica delle popolazioni e l'interrelazione che esiste
fra le specie che vivono nello stesso ambiente.
Non trascuriamo poi l'importanza del controllo sull'impatto
ambientale prodotto dalle attività dell'uomo:
per esempio l'improvvisa moria di girini di Rana temporaria
verificatasi nel corso del 1999 nella pozza di Bazena.
In questo caso attraverso un tempestivo intervento di
raccolta di campioni d'acqua e opportune analisi chimiche,
si sarebbero potute conoscere le cause del grave problema
ecologico. Fra l'altro il controllo del territorio risulterebbe
utile anche come deterrente alle attività di
"bracconaggio", effettuato sia sugli adulti
del Genere Rana, sia sulle loro uova: uova che vengono
asportate dagli habitat naturali per essere immesse
in vasche recintate e poste in aree private per il loro
allevamento. Gli adulti poi, una volta raggiunta la
pezzatura richiesta, vengono venduti a caro prezzo nei
ristoranti.
I trasgressori giustificano quest'attività come
necessaria perché gli ambienti dove le rane vivono
sono a rischio siccità: "è preferibile
trasferirle altrove piuttosto che lasciarle morire per
essiccamento; morire per morire tanto vale guadagnarci
". Tutto questo perché l'attuale legislazione
ha inteso proteggere le specie con l'emanazione di vincoli
più o meno restrittivi nei confronti del loro
sfruttamento senza però considerare, al di fuori
dei parchi, la protezione dei siti dove esse naturalmente
vivono: gli ambienti umidi.
Questo porta all'incontrollabile utilizzo del territorio
a scapito degli animali che vi allignano: non a caso
una delle cause di maggior declino fra popolazioni di
Anfibi e di Rettili è dato, anche, dalla trasformazione
di antiche mulattiere in strade, o dal tracciato di
nuovi percorsi stradali e dall'aumento del traffico
su di essi.
Solitamente nell'atto di stesura di un piano viabilistico
si studiano tutte le problematiche atte a contenerne
i prezzi, a semplificarne la costruzione e a facilitarne
l'utilizzo. Nessuno, però, pensa al danno che
una strada produce quando è costruita nel bel
mezzo di una zona idonea alla riproduzione degli anfibi
e ai problemi che essa crea alle specie che l'attraversano
durante i momenti migratori. Intere popolazioni di Anfibi
sono infatti decimate nel tentativo di raggiungere e
abbandonare il sito di riproduzione. Si può capire
come alla lunga queste popolazione arrivino all'estinzione.
La soluzione delle problematiche sopra citate passa
attraverso un'oculata progettazione che preveda la posa
in opera generalizzata di barriere fisse e di sottopassi
stradali, attraverso i quali gli animali possano compiere
indenni i loro spostamenti.
La mancanza di volontà e di finanziamenti nella
fase di realizzazione, costringono gli enti preposti
alla protezione della fauna ad intervenire con l'ausilio
dei volontari, tramite il posizionamento di barriere
mobili e di trappole a caduta dalle quali, soprattutto
gli anfibi, sono poi rimossi per essere aiutati a superare
l'ostacolo. Intervento che per i volontari è
certamente impegnativo visto che si sviluppa quasi esclusivamente
nelle ore notturne.
SPECIE PRESENTI IN VALLE CAMONICA
Fra tutte le specie descritte alcune vantano una segnalazione
per il territorio del Parco; segnalazione che deriva
da un'indagine preliminare effettuata nell'arco di un
anno e precisamente nel corso del 1999. La mancanza
di uno studio approfondito che porti alla conoscenza
della loro reale distribuzione non ci consente di escludere
da questo elenco quelle specie che ancora non sono state
riscontrate, ma che, per areale di distribuzione, risultano
territorialmente compatibili con la fauna del Parco.
ANFIBI
Salamandra salamandra (salamandra pezzata)
Gli adulti raggiungono i 28 cm di lunghezza, coda inclusa.
Specie tipica delle valli umide percorse da piccoli
torrenti d'acqua o frequentatori di boschi circondati
da prati costellati da pozze d'alpeggio. Raggiunge i
1350 m Colorazione nera di fondo con presenza di macchie
o strisce di color giallo. Quasi esclusivamente terragnola
di ambienti umidi, la si rinviene raramente lontano
dall'acqua. Fa vita notturna, la si riscontra di giorno
solo dopo la pioggia. La pelle è protetta da
abbondante secrezione tossica che fuoriesce dalla cute
proveniente dalle ghiandole parotidi. La femmina si
porta sulle rive di un ruscello o di una pozza, v'immerge
la parte posteriore del corpo e "partorisce"
10-70 larve, per lo più 20-40.
Presenza nel Parco
E' presente nel territorio del Parco ove è stata
riscontrata fino ad un' altitudine di 1350 m sulla strada
che conduce da Saviore dell' Adamello alla località
"Fabrezza".
Salamandra atra (salamandra nera)
Gli adulti raggiungono i 16 cm di lunghezza, coda inclusa.
Specie montana diffusa maggiormente fra gli 800 e i
2000 m di altitudine. Di abitudini notturne, la si riscontra
durante giornate piovose o caratterizzate da notevole
umidità atmosferica. Colorazione completamente
nera. La pelle é protetta, come per la specie
precedente, da un'abbondante secrezione tossica. Depone
due piccoli gia metamorfosati. Di abitudini elusive
non è mai stata riscontrata nel territorio del
Parco, anche se gli ambienti sono ideali per sua sopravvivenza.
La stazione più rappresentativa è situata
in Val di Baione.
Triturus carnifex (tritone crestato)
Gli adulti raggiungono i 14 cm di lunghezza, coda inclusa.
Tipicamente brunastro o grigiastro nelle parti superiori
con punteggiature scure. Ventre generalmente arancione
con un disegno caratteristico formato da punteggiature
o macchie nerastre. Specie che si può trovare
in acqua per tutta l'estate sebbene, in molte parti
del suo areale, diventa terragnolo al di fuori del periodo
riproduttivo. Ogni femmina può deporre da 50
ad oltre 700 uova per stagione. Raggiunge i 1800 m di
altitudine.
Presenza nel Parco
La sua presenza nel Parco, esattamente nella "riserva
naturale parziale biologica pozza Lagoia" , è
stata accertata fino al 1995, anno in cui un esemplare
adulto è stato trovato congelato nella neve (
Povinelli G. in verbis). Risulta indispensabile intervenire,
nel rispetto dell'ecosistema, al fine di ripulire dalle
erbe acquatiche una porzione di pozza per consentire
il naturale svolgimento delle attività riproduttive
della specie. In caso contrario si rischia l'estinzione
del tritone crestato nel territorio del Parco.
Triturus alpestris (Tritone alpino)
Gli adulti raggiungono i 12 cm di lunghezza, coda inclusa.
Tritone di taglia media: scuro nella parte superiore
del corpo, con ventre di color giallo o rosso. I maschi
hanno i fianchi e la gola punteggiati di bianco. Si
trova spesso in acqua o nelle sue vicinanze. Ogni femmina
può deporre da 50 ad oltre 700 uova per stagione.
Specie tipicamente montana, può raggiungere i
2500 m di quota. In provincia di Brescia non è
attualmente segnalato. Nonostante era convinzione comune
annoverarlo fra le specie presenti nel territorio del
Parco, la sua presenza non è mai stata accertata.
Triturus vulgaris (Tritone punteggiato)
Gli adulti raggiungono gli 11 cm di lunghezza, coda
inclusa. Ventre bianco con macchie scure che si estendono
alla gola. Nei maschi in abito nuziale presenza di grandi
punteggiature sul dorso con strisce chiare sulla testa,
il margine inferiore della coda è arancione con
strisce azzurre. Più terragnolo degli altri tritoni,
dopo il periodo riproduttivo si ritira in boschi umidi.
Ogni femmina può deporre da 50 ad oltre 700 uova
per stagione.Tendenzialmente specie di pianura, lo si
trova fino a 1500 m. L'unica stazione fino ad ora accertata
è in territorio di Esine, in località
" dosso di Selz".
Pur non essendo ancora annoverato fra le specie del
Parco, la sua presenza resta plausibile nella fascia
altitudinale che comprende il fondo valle fino a 1500
m di altitudine.
Bombina variegata (Ululone a ventre giallo)
Gli adulti raggiungono i 5 cm di lunghezza. Dorso grigio,
bruno con verruche prominenti. Le parti ventrali di
color giallo o arancio con marcature blu- grigie o nerastre.
Può raggiungere i 1800 m. La femmina emette,
con soste anche della durata di ore, un totale di 40-100
uova. Una volta molto comune in Provincia di Brescia,
si è via via diradata fino ad essere presente
in una sola località in comune di Zone. Nel comprensorio
del Parco dell'Adamello non è mai stata segnalata.
Bufo bufo (Rospo comune)
Gli adulti raggiungono i 15 cm di lunghezza. Si spinge
fino ad un'altitudine di 2200 m. Pelle verrucosa: ghiandole
paratoidi poste dietro gli occhi prominenti. Colore
brunastro. Specie tendenzialmente terragnola e notturna,
si porta ai siti riproduttivi in primavera per poi abbandonarli
dopo circa un mese. Ad ogni deposizione emette da 1000
a 10000 uova, per lo più 4000-6000.
Presenza nel Parco
Presente in alcune località del Parco, fra cui
una particolarmente interessante perché prospiciente
alla riserva naturale parziale Zoologico Forestale Piz
Olda-Pian della Regina e precisamente sul sentiero per
il Passo del Coppo ad una altitudine di 1600 m.
Bufo viridis (rospo smeraldino)
Gli adulti raggiungono i 10 cm di lunghezza. Abita soprattutto
ambienti di pianura, anche se non di rado supera i 1000
m d'altitudine. Disegno del dorso chiaro con macchie
verdastre ben definite, spesso bordate di scuro. Lo
si trova con frequenza all'interno dei centri abitati
dove vive e va a caccia di insetti. Conduce vita notturna
salvo qualche eccezione. Ogni femmina emette per ogni
deposizione da 5000 a 13000 uova.
Presenza nel Parco
Nel comprensorio Valle Canonica-alto Sebino non è
mai stato trovato alcun esemplare. Il fatto che lo si
sia rinvenuto in loc. Tremalzo (Tiarno di Sopra- TN)
ad un'altitudine di 1700 m ci porta a pensare che la
mancanza di segnalazioni sia dovuta all'elusività
della specie e all'abitudine piuttosto radicata di riprodursi
in pozze stagionali, a grave rischio d'essiccazione:
pozze che vengono raramente individuate e di conseguenza
non indagate.
Hyla intermedia (raganella)
Gli adulti raggiungono i 5 cm. di lunghezza. Può
raggiungere i 2200 m di quota. Colore generalmente verde;
dall'occhio si estende una striscia scura che attraversando
il timpano e i fianchi raggiunge l'inguine. Sulle punta
delle dita vi sono degli ingrossamenti adesivi a forma
di disco. Di abitudini notturne, predilige ambienti
umidi ricchi di vegetazione. La femmina depone in tutto
700-1000 uova. Le uniche segnalazioni della specie riguardano
i comuni dell' Aprica (Pian di Cembro) e di Esine (Plemo).
Non averla trovata in altre località potrebbe
derivare da una limitata indagine sul territorio.
Rana temporaria (rana rossa)
Gli adulti raggiungono i 10 cm. di lunghezza. Colore
variabile: grigio, bruno rossiccio, rosa, verde oliva
o giallo nella parte superiore, di solito con macchie
scure e spesso con una "V" rovesciata fra
le spalle. La parte inferiore è chiara. Specie
terragnola la si ritrova in acqua durante la fase riproduttiva
e di svernamento. Raggiunge il limite delle nevi perenni.
Le uova sono espulse in numero di 900-4000 per ogni
deposizione.
Presenza nel Parco
E' l'anfibio più rappresentato del Parco; comune
in tutte le valli alpine e annoverata per le seguenti
riserve: Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale
Tonale occidentale, Riserva Naturale Parziale Biologica
Valbione, Riserva Naturale Parziale Biologica Tonale,
Riserva Naturale Parziale Morfopaesistica Adamello,
Riserva Naturale Parziale Biologica Morene del Venerocolo,
Riserva Naturale Parziale Biologica Lavedole, Riserva
Naturale Orientata Val Gallinera-Aviolo, Riserva Naturale
Parziale Biologica Miller, Riserva Naturale Parziale
Biologica Salarno, Riserva Naturale Parziale Biologica
Adamé, Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale
Piz Olda-Pian della Regina, Riserva Naturale Parziale
Botanica Maser-Boss, Riserva Naturale Orientata Lago
d'Arno, Riserva Naturale Parziale Biologica Pozza d'Arno,
Riserva Naturale Parziale Morfopaesistica e Botanica
Badile-Tredenus, Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale
Frisozzo-Re di Castello, Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale
Sinistra Caffaro, Riserva Naturale Parziale Cornone
di Blumone, Riserva Naturale Orientata Alto Cadino-Val
Fredda, Riserva Naturale Parziale Botanica Crocedomini,
Riserva Naturale Parziale Biologica Val Braone.
Rana dalmatina (rana agile)
Gli adulti raggiungono i 9 cm di lunghezza. Colore del
dorso giallo-fulvo, bruno-rosato (comunemente chiamato
color foglia morta); spesso presenti macchie scure sparse.
Vive di preferenza in boschi umidi fino a 1500 m di
quota; si porta all'acqua solo per la riproduzione.
Le uova deposte sono da 600 a 2000. Non è attualmente
segnalata per la Valle Camonica.
Rana latastei (rana di Lataste)
Gli adulti raggiungono i 7,5 cm di lunghezza. La femmina
depone da 90 a 900 uova (per lo più 300-400)
Colorazione variabile, parti superiori grigiastre o
bruno rossastre con presenza di macchie scure. Tende
ad essere una specie di pianura anche se può
raggiungere gli 800 m. L'unica stazione ove risulta
presente e il lago d' Endine: non è ancora segnalata
per il territorio del Parco.
Rana esculenta sinklepton (rana verde)
Gli adulti raggiungono i 12 cm di lunghezza. La femmina
depone un totale di 500-4500 uova. Colore generalmente
verde, con possibili predominanze bruno rossiccie. Presenza
di punteggiature scure e di una striscia mediana verde
chiaro, lungo il dorso. Di abitudini acquatiche passa
la maggior parte del tempo immersa o sulle sponde a
crogiolarsi al sole. Tipica specie di pianura.
L'unica stazione ove è stata localizzata è
in comune di Breno e precisamente in loc. Laghetti di
Calameto.
Per la protezione degli Anfibi che si apprestano ad
attraversare le vie di comunicazione vengono poste in
essere delle barriere fisse e mobili; nella fotografia
si evidenzia come esempio una barriera mobile.
RETTILI
Lacerta "viridis"bilineata (ramarro)
Gli adulti raggiungono i 13 cm di lunghezza dall'apice
del muso alla cloaca; coda spesso il doppio della lunghezza
del corpo. Maschi completamente verdi con una delicata
punteggiatura nera sul dorso. Femmine variabili, talvolta
uniformemente verdi o bruno rossiccie o con macchie;
frequentemente appaiono due o quattro striature strette
e chiare sul corpo. Ventre giallastro senza punteggiature.
Si trova in aree cespugliose o in zone ecotonali. La
femmina depone, da 5 a 20 uova che seppellisce sotto
terra in luoghi riparati e nascosti. Può spingersi
fino a 1800 m di quota, ma frequentemente non supera
i 1500 m.
Presenza nel Parco
La si ritrova in tutta la bassa Valle fino ad un'altitudine
di 1200 m.
Zootoca vivipara (lucertola vivipara)
Gli adulti raggiungono i 6,5 cm di lunghezza dall'apice
del muso alla cloaca; coda spesso il doppio della lunghezza
del corpo. Disegno molto variabile; la maggior parte
degli esemplari è di colore bruno rossiccio,
ma può anche essere grigio o verde oliva. Vive
generalmente al suolo. Necessita di habitat particolarmente
umidi. Può raggiungere il livello delle nevi
perenni.
Presenza nel Parco
Tra i Lacertidi è la più comune nelle
riserve del Parco ove può raggiungere altitudini
elevate. E' presente nelle seguenti riserve:
Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale Tonale
occidentale, Riserva Naturale Parziale Biologica Valbione,
Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale boschi
di Vezza e di Vione, Riserva Naturale Parziale Biologica
Tonale, Riserva Naturale Parziale Morfopaesistica Adamello,
Riserva Naturale Parziale Biologica Morene del Venerocolo,
Riserva Naturale Parziale Biologica Lavedole, Riserva
Naturale Orientata Val Gallinera-Aviolo, Riserva Naturale
Parziale Biologica Miller, Riserva Naturale Parziale
Biologica Salarno, Riserva Naturale Parziale Biologica
Adamé, Riserva Naturale Parziale Botanica Maser-Boss,
Riserva Naturale lago d'Arno, Riserva Naturale Parziale
Zoologico-Forestale Frisozzo-Re di Castello, Riserva
Naturale Orientata Alto Cadino-Val Fredda.
Podarcis muralis (lucertola muraiola)
Gli adulti raggiungono i 7,5 cm di lunghezza dall'apice
del muso alla cloaca; coda spesso il doppio della lunghezza
del corpo. La maggior parte degli individui é
di colorazionebruna o grigia. La si trova in ambienti
aridi; la si osserva sui muriccioli dei campi e dei
giardini, sulle pareti rocciose, sui massi e anche sui
tronchi d' albero. Le femmine depongono dalle 2 a 6
uova bianche. Può raggiungere i 2000 m di quota,
anche se la sua presenza, a queste altitudini, e piuttosto
sporadica.
Presenza nel Parco
Molto comune dal fondo valle fino a un'altitudine di
1700 m della Val Gallinera. E' presente nelle seguenti
riserve:
Riserva Naturale Parziale Biologica Val di Braone, Riserva
Naturale Parziale Biologica Pozza Lagoia, Riserva Naturale
Integrale Val Rabbia e Gallinera, Riserva Naturale Orientata
Val Gallinera-Aviolo, Riserva Naturale Parziale Biologica
Valbione, Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale
Sinistra Caffaro.
Anguis fragilis (orbettino)
Gli adulti raggiungono i 50 cm di lunghezza. Solitamente
di colore bruno, grigio o anche rossastro. Preferisce
frequentare habitat ricchi di vegetazione e si trova
spesso in ambienti umidi. Lo si rinviene nei pascoli,
nel sottoboscho ricco di vegetazione, nelle brughiere,
lungo le siepi ecc. La femmina mette alla luce da 6
a 12 piccoli, lunghi in media 8 cm, avvolti da una membrana
trasparente di cui subito si liberano. Predilige termoregolarsi
per irraggiamento indiretto, sotto cose riscaldate dal
sole (pietre piatte, lamiere metalliche).
Presenza nel Parco
La sua indole elusiva, determinata da abitudini fossorie,
porta a sottostimarne la presenza nel territorio del
Parco: è stato riscontrato nelle seguenti riserve:
Riserva Naturale Parziale Morfopaesistica Adamello,
Riserva Naturale Orientata Val Gallinera-Aviolo, Riserva
Naturale Parziale Zoologico Forestale Piz Olda-Pian
della Regina, Riserva Naturale Parziale Biologica Val
di Barone.
Coluber viridiflavus (biacco)
Gli adulti raggiungono i 150 cm di lunghezza. Colore
di fondo verde-giallo molto oscurato dalla pigmentazione
nera o verde che forma un indistinto intreccio di barre
sulle parti anteriori, ventre giallo. La maggior parte
degli adulti delle regioni nord-orientali sono completamente
neri.
Di abitudini diurne lo si trova in un'ampia varietà
di ambienti, principalmente asciutti e ricchi di vegetazione,
fino a 1500 m di altitudine. Il cibo degli adulti comprende
lucertole, piccoli mammiferi, uccelli, altri serpenti
e rane.
Presenza nel Parco
La specie e presente nel Parco fino ad un'altitudine
di 1300 mt. Non è mai stata riscontrate nelle
riserve.
Elaphe longissima (saettone)
Gli adulti raggiungono i 200 cm di lunghezza, e hanno
una colorazione più o meno uniformemente da grigio
fulvo a verde oliva marrone con parti ventrali giallastre
o biancastre, pallide. Raggiunge i 1800 m di quota.
Di solito abita boschi sia aridi, sia debolmente umidi.
Si arrampica con facilità anche su tronchi d'albero
verticali. Si nutre principalmente di piccoli mammiferi
e di uccelli. La femmina depone da 5 a 15 uova.
Nell'immagine fotografica è rappresentato un
esemplare in muta, lo si nota dalla caratteristica opacizzazione
dell'occhio.
Presenza nel Parco
Anche il saettone è ben rappresentato nel fondo
valle ed è stato osservato fino ad un'altitudine
di 1400 m. La sua presenza nelle riserve non è
ancora stata accertata.
Natrix natrix (biscia dal collare)
Gli adulti raggiungono i 120 cm di lunghezza. Ogni femmina
depone da 6-105 uova per volta, di solito una trentina.
Colore del corpo verde oliva-grigio con diverse macchie
scure, talvolta allungate: molti individui hanno, dietro
la testa, un "collare" giallo con bordo nero.
Principalmente diurna, vive generalmente in ambienti
umidi ma la si può trovare in boschi completamente
aridi. Può raggiungere i 2400 m di altitudine.
Si nutre principalmente di rane e rospi ma anche di
tritoni, girini, pesci, piccoli mammiferi.
Presenza nel Parco
Frequenta varie tipologie ambientali site a diverse
altitudini, fino a raggiungere i 1862 m. del laghetto
di Viso. E' presente nelle seguenti riserve:
Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale boschi
di Vezza e di Vione, Riserva Naturale Orientata Alto
Cadino-Val Fredda..
Natrix tassellata (natrice tassellata)
Gli adulti raggiungono i 100 cm di lunghezza. La femmina
depone da 4 a 32 uova. Di colorazione variabile dal
grigiastro al brunastro con un disegno caratteristico
di punteggiature scure distribuite uniformemente sul
corpo, in modo regolare. Molto più acquatica
della biscia del collare: infatti, trascorre la maggior
parte del suo tempo in acqua e spesso resta in immersione
per periodi considerevolmente lunghi. Supera di rado
i 1000 m di quota.
Presenza nel Parco
Maggiormente rappresentata nel fondo valle è
comunque presente nelle seguenti riserve:
Riserva Naturale Parziale Morfopaesistica Adamello,
Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale boschi
di Vezza e di Vione.
Coronella austriaca (colubro liscio)
Gli adulti raggiungono i 60 cm di lunghezza. Colorazione
variabile, di solito grigiastra, brunastra, rosata o
anche rossastra. Sul dorso sono spesso presenti punti
o macchiette scure più evidenti nella regione
del collo. Quasi sempre è presente una macchia
che dai fianchi del collo attraversa gli occhi e termina
alle narici. Il ventre é piuttosto scuro: rosso,
arancione, grigio, nerastro; generalmente con qualche
macchiettatura o punteggiatura. Si trova dal fondo valle
fino a 1800 m. Serpente diurno e particolarmente riservato;
frequenta vari ambienti soleggiati e aridi, ma anche
umidi. La femmina depone da 2 a 15 piccoli. Si nutre
prevalentemente di lucertole, orbettini, altri piccoli
serpenti, piccoli mammiferi e insetti.
Presenza nel Parco
Specie particolarmente elusiva. E' stato osservato nelle
seguenti riserve:
Riserva Naturale Parziale Morfopaesistica Adamello,
Riserva Naturale lago d'Arno.
Vipera aspis (vipera comune)
Gli adulti raggiungono i 60 cm di lunghezza. Colore
del dorso molto variabili, spazia dal bruno, al grigio,
al rossastro con disegno caratteristico a barre trasversali
scure spesso disposte in modo alterno verso un fianco
e verso l'altro. Esistono individui melanici, specialmente
alle quote più elevate. Di abitudini diurne,
ma anche parzialmente notturne quando il clima lo permette.
Può raggiungere i 2000 m di quota; la femmina
"partorisce" da 6 a 22 viperotti. Si nutre
principalmente di piccoli mammiferi e raramente di lucertole.
Presenza nel Parco
La sua presenza è certa per il fondo valle, anche
se risale in alcune convalli fino ad un'altitudine accertata
di 1300 m.
Vipera berus (marasso)
Gli adulti raggiungono i 65 cm di lunghezza. Colorazione
brunastra o grigiastra con striscia scura a zig-zag
sul dorso. Non sono rari esemplari melanici. Il ventre
è grigio, grigio-bruno o nero. Lo si trova generalmente
in ambienti umidi come brughiere, lande, paludi, prati
acquitrinosi, boschi luminosi. Può raggiungere
i 3000 m di quota. La femmina depone da 5 a 20 viperotti.
Si nutre di piccoli mammiferi, lucertole, nidiacei e
rane.
Presenza nel Parco
E' tra i serpenti il più rappresentato nel territorio
del Parco. La sua presenza è stata accertata
per le seguenti riserve:
Riserva Naturale Parziale Biologica Tonale, Riserva
Naturale Parziale Morfopaesistica Adamello, Riserva
Naturale Parziale Biologica Miller, Riserva Naturale
Orientata Val Gallinera-Aviolo, Riserva Naturale Parziale
Biologica Salarno, Riserva Naturale Parziale Biologica
Adamé, Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale
Piz Olda-Pian della Regina, Riserva Naturale Parziale
Botanica Maser-Boss, Riserva Naturale Parziale Zoologico-Forestale
Frisozzo-Re di Castello, Riserva Naturale Orientata
Alto Cadino-Val Fredda, Riserva Naturale Parziale Biologica
Val Braone.
Patologie riscontrate
Nel 1994 é stato riscontrato in alcune popolazioni
riproduttive di Rana dalmatina, site nel Comune di Brescia,
lo sviluppo di un'epidemia da Herpesvirus di tipo sconosciuto.
Le scarse informazioni, sia sulle specie soggette al
contagio che sulla sua estensione territoriale, ci inducono
a chiedere collaborazione a quanti siano o vengano a
conoscenza di patologie simili. Per consentirci di ampliare
la casistica sul problema, gli interessati sono pregati
di comunicare le eventuali notizie alla direzione del
Parco.
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
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Ann. Mus. Civ. St. Nat., Brescia 12: 129-152.
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Ann. Mus. Civ. St. Nat., Brescia 24: 139-145.
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consuntivo dei primi sei anni ( 1990-1996 ). Comunità
Montana Alto Sebino, Regione Lombardia, Lovere, pp.
136-141.
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