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Sono più di trecentomila le incisioni rupestri della
Valle Camonica: un tesoro riportato alla luce grazie
alle fatiche e allo studio decennale di molti storici
e ricercatori. Un patrimonio che fa della Valle Camonica
il bacino più ricco di arte rupestre di tutta l'Europa.
Le incisioni sono disseminate su tutto il territorio
camuno e rappresentano, per la gran parte dei turisti,
il motivo culturalmente più importante per visitare
la Valle Camonica. Per questo ogni iniziativa rivolta
al loro recupero e valorizzazione rappresenta non solo
un contributo allo sviluppo degli studi sulla vita degli
antichi camuni, ma anche una risorsa per la promozione
turistica ed economica.
E nel Parco dell'Adamello, al confine col Parco nazionale
di Naquane e con la Riserva delle incisioni di Ceto-Cimbergo-Paspardo,
non mancano certo testimonianze preistoriche degne di
essere portate alla luce e valorizzate quali originali
espressioni artistiche, religiose, e di vita quotidiana
degli antichi abitanti.
L'Alta Valle Camonica, e precisamente l'area tra i comuni
di Berzo Demo ed Edolo, è particolarmente significativa
da questo punto di vista: sin dal 4° millennio a.C.
i sacerdoti-artisti hanno frequentato costantemente
questo territorio, unico per le sue caratteristiche
climatiche e strategiche, incidendo numerosissime rocce.
Dagli anni '50 si ha notizia della presenza di rocce
incise nel comune di Sonico. Qui, tra il 1987 e il 1989,
sono stati effettuati da Ausilio Priuli e dai suoi collaboratori,
il censimento, l'indagine e lo studio di oltre 40 superfici
incise, unite a tracce consistenti di archeologia industriale
ed archeologia agraria, siti fortemente caratterizzati
da elementi folclorici e leggendari, contraddistinti
da singolari toponimi. Le rocce più significative sono
quelle localizzate al "Coren de le Fate", dove sono
presenti diverse stratificazioni di segni: da quelli
incisi tra il 4° e il 3° millennio a.C. (neolitico ed
età del Rame) che raffigurano simboli solari, a quelli
del 2° millennio a.C. (età del Bronzo) raffiguranti
mappe e planimetrie, a quelle infine del 1° millennio
a.C. (età del Ferro) raffiguranti palette e simboli
riconducibili ad oggetti usati durante i riti funebri.
Nasce così "Progetto di recupero ed attrezzatura dell'area
di incisioni rupestri "Corno delle Fate" realizzato
dal Parco Adamello: un percorso guidato dentro la cultura
preistorica del territorio del comune di Sonico. Il
punto di partenza per l'escursione al "Coren de le Fate"
è davanti al Municipio di Sonico; il percorso poi si
snoda passando davanti all'antico forno fusorio del
paese e lungo la strada anticamente usata proprio per
il caricamento del forno.
Il progetto
Il progetto è stato finanziato
con fondi della legge quadro statale sulle aree protette
(L. 394/91). E' stato realizzato un itinerario naturalistico,
archeologico e folcloristico, ad anello, che ha interessato
l'area a monte del centro abitato di Sonico, tra il
"Cornel de l'aiva" e il "Coren de le Fate".
L'intervento è consistito nella pulitura dei sentieri,
nella ricostruzione di muretti, nella valorizzazione
di alcuni aspetti naturalistici (betulle, larici, castagni,
cespugli di rosa canina e di ginepro) e nella sistemazione
di una sorgente: alla presenza dell'acqua si può collegare
infatti l'aspetto religioso e rituale di tutto il luogo.
Al "Coren de le Fate" è stata realizzata una capanna-rifugio
per ospitare gli utenti del percorso, e per permettere
il riposo e la lettura dell'ambiente e della documentazione
didattica e scientifica, propedeutica alla visita delle
rocce incise.
Davanti al Municipio e lungo tutto l'itinerario sono
state posizionate alcune bacheche che illustrano i contenuti
storici, culturali e ambientali del paesaggio circostante,
insieme a delle stele lignee decorate con simboli ripresi
dalle incisioni rupestri, con funzione di indicazione,
di statue-guida.
Sono stati inoltre realizzati un depliant (con traduzione
sintetica in lingua inglese) ed una pubblicazione, curata
dal dott. Ausilio Priuli, riguardante le incisioni rupestri
del territorio di Sonico, comprensiva di tutti i ritrovamenti
di rilevanza antropologica: un'ottima guida alla visita
del percorso. |