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Pozza riproduttiva.
 
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Pozza da ripristinare.
 
  Interventi di recupero di habitats per la fauna anfibia
 

Premessa
Il Parco dell'Adamello nel 1999 ha aderito al Piano Triennale per le Aree Naturali Protette del Ministero dell'Ambiente 1994-1996 (previsto dalla L. 394/91). Sul territorio regionale numerosi parchi hanno previsto la realizzazione di interventi a favore della fauna anfibia. Tali interventi prevedono sia lavori di riqualificazione ambientale, in particolare delle zone umide, sia operazioni di ripopolamento o reintroduzione di alcune specie target.
Per il Parco dell'Adamello è prevista la realizzazione di interventi di habitat management a favore della batracofauna in generale ma con particolare attenzione a Rana temporaria. Il Parco, in collaborazione con l'ufficio di Breno dell'Azienda Regionale delle Foreste (A.R.F.) realizzerà interventi per un importo di £ 30.000.000.

Scopo degli interventi
Lo scopo del progetto è la manutenzione di ambienti naturali idonei alla riproduzione degli anfibi ed in particolare di Rana temporaria. Pur trattandosi di una rana prevalentemente terricola, la temporaria necessita di specchi d'acqua per il delicato processo di riproduzione e di sviluppo degli stadi larvali. La metamorfosi avviene dopo circa tre mesi : la durata dello stadio larvale dipende da diversi parametri quali la temperatura, la disponibilità di ossigeno disciolto nell'acqua, la disponibilità di cibo, la luce. Condizione indispensabile per il raggiungimento dello stadio giovanile è comunque il mantenimento dell'acqua della pozza nella quale vivono i girini; l'eventuale suo disseccamento nel periodo della metamorfosi comporta la morte della totalità delle larve.
Gli interventi qui descritti sono volti pertanto a ricreare condizioni ambientali che consentano ai girini di portare a termine la metamorfosi garantendo pertanto, a seconda delle diverse situazioni, una sufficiente profondità alle pozze, l'approvvigionamento idrico, l'impermeabilità del fondo della pozza.

Luoghi individuati e loro situazione
I sopralluoghi effettuati con il personale tecnico del Parco ed i naturalisti incaricati dal Dipartimento di Biologia Animale dell'Università degli Studi di Pavia, hanno condotto all'individuazione di diversi siti nei quali effettuare interventi per la realizzazione o manutenzione di pozze idonee alla riproduzione ed allo sviluppo larvale di Rana temporaria e che in taluni casi potrebbero risultare idonee anche ad un'eventuale utilizzo da parte di Triturus alpestris. La scelta è ricaduta sulle seguenti località:

  1. Val Cadino (Comune di Breno)
    Le deposizioni avvengono di norma sui margini di una torbiera soggetta a disseccamenti stagionali, con conseguente moria della totalità dei girini. Per non interferire con l'ecosistema l'intervento non toccherà la torbiera ma comporterà la realizzazione di una pozza lungo un lento ruscello che la alimenta.
  2. Località Case Servil (Comune di Braone)
    Nelle immediate vicinanze del primo edificio di Case Servil, è situata una vecchia pozza d'abbeverata del bestiame da anni abbandonata ed invasa da vegetazione igrofila (Petasites sp.). La forma è approssimativamente circolare, con raggio di circa m 8; su un margine della pozza si trova un grosso masso dal volume, fuori terra, di circa mc.1. Attualmente la pozza si trova in ambito boscato con ciliegio, nocciolo, salicone e sporadica presenza di larice ed abete rosso.
  3. Località Negola (Comune di Braone)
    La pozza, attualmente inerbita e parzialmente interrata, è situata a margine della mulattiera che sale verso Case Servil. E' circondata ed ombreggiata da piante di castagno, nocciolo, corniolo, larice.
  4. Località Malga Corti (Comune di Cevo)
    La pozza è situata a circa duecento metri dalla malga in una piccola conca pratosa in un rado lariceto con presenza di abete rosso e sottobosco a graminacee, rododendro, mirtillo e ginepro. Essa è ancora attiva, ma con profondità e dimensioni ridotte.
  5. Località Fienili Ghisella (Comune di Cevo)
    La pozza venne realizzata creando un piccolo rilievo in pietrame e terra sul pendio erboso. Attualmente il piccolo invaso ha perso la sua funzionalità ed è completamente inerbito e solo la modesta presenza di vegatazione igrofila (Carex sp.) al centro della conca rivela un certo ristagno di umidità.

I lavori in progetto verranno eseguiti in amministrazione diretta a cura dell'Azienda Regionale delle Foreste mediante impiego di manodopera agricola avventizia.