Candidatura al MAB della Valle Camonica - Alto Sebino

Candidatura della Valle Camonica a Riserva della Biosfera
 MAB - UNESCO

 

 

PREMESSA

 

La Valle Camonica è nota in tutto il mondo per la straordinaria ricchezza e varietà di arte rupestre, inserita nel 1979 quale primo sito italiano - Sito Unesco 94 - nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. L'arte rupestre è attestata su tutto il territorio della Valle Camonica: ad oggi sono state censite oltre 180 località con incisioni, per un totale di circa 2.000 rocce istoriate (arenarie e conglomerati), distribuite in 24 dei 41 Comuni della Valle.

 

Circa il 60% del territorio della Valle Camonica è "Area Protetta" intendendo con tale termine la presenza di strumenti normativi, pianificatori e gestionali speciali, quindi non ordinari, indirizzati alla tutela e gestione sostenibile di natura, paesaggio e beni culturali.


Questo fatto, già di per se straordinario, non esaurisce completamente quanto in valle sta evolvendo nel settore della tutela e promozione del patrimonio ambientale. Inoltre, la Regione Lombardia ha riconosciuto il Fiume Oglio quale "Corridoio ecologico principale" di interesse regionale nell'ambito della Rete Ecologica Regionale (RER) ed in piena sintonia con quanto prevedono le direttive europee in materia di reti ecologiche.


Lungo il fiume Oglio, anche grazie a tre contributi Cariplo, sono in corso lavori di riqualificazione ambientale e paesaggistica per circa 1.600.000 Euro di investimenti. Per il primo lotto (Edolo - Breno) in capo al Parco Adamello, i lavori si sono conclusi nell'ottobre 2015 (costo totale lavori pari a Euro 524.300 dei quali Euro 285.000 di contributo Cariplo). Il secondo lotto (Breno - Darfo Boario Terme) in capo al GAL Valle Camonica - Val di Scalve, con la CM di Valle Camonica/Parco Adamello come partner, è in fase di inizio lavori e gli stessi termineranno entro fine 2016 (costo totale lavori pari a Euro 551.000 dei quali Euro 330.000 di contributo Cariplo). Nel corso del 2015 la Fondazione Cariplo ha riconosciuto un terzo finanziamento di 500.000,00 Euro alla Comunità Montana di Valle Camonica -  Parco Adamello quale capofila di un gruppo di partners istituzionali (Comunità Montana dei Laghi bergamaschi, Comuni di Costa Volpino e Rogno) che provvederà, nel corso dei tre anni successivi, ad effettuare indagini e a realizzare lavori di riqualificazione del fiume Oglio nel tratto Darfo Boario Terme - Lago d'Iseo. A tale fondo il partenariato di progetto ha aggiunto altri 69.000 Euro di fondi propri. Gli interventi sono incentrati sul ripristino della continuità dell'asse fluviale e della fascia perifluviale, sia in termini di percorribilità e fruibilità dell'alveo per le specie acquatiche, sia alle fasce perifluviali, con attenzione dunque anche alla salvaguardia e al recupero della possibilità di continuità e migrazione per le specie terrestri, da facilitare attraverso interventi di riqualificazione forestale e vegetazionale. Il progetto ha come finalità quella di contribuire al potenziamento del patrimonio naturalistico attraverso la realizzazione, lo sviluppo e il consolidamento di corridoi ecologici terrestri e fluviali che possano mettere in collegamento aree naturalistiche importanti per il mantenimento della biodiversità.


La Valle Camonica è quindi, già oggi, teoricamente in grado di presentare al pubblico internazionale un patrimonio naturalistico e paesaggistico ad un livello di qualità e complessità ecosistemica e di ricchezza ambientale di eccellenza, alla pari e sinergico al patrimonio culturale e storico - identitario che già da tempo la rende famosa e la caratterizza. Occorre però che tale patrimonio venga riconosciuto, valorizzato e proposto nella sua interezza e sistematicamente e non più in modo frammentario e occasionale.


I tre elementi: natura, cultura e identità (termine con il quale qui si identificano tradizioni, enogastronomia ed eccellenze di ospitalità - dal comprensorio turistico di Ponte di Legno al complesso termale di Boario Terme sino alle cittadine del Lago d'Iseo) rappresentano le basi propulsive per dare rinnovato orgoglio alle Comunità di Valle e per presentare al mondo in modo completo le eccellenze della Valle.

 

Infine, il Parco Adamello, unitamente ai settori Agricoltura, Turismo e Bonifica montana dell'Ente hanno contribuito a predisporre le linee guida ed a seguire i lavori di pianificazione di quello che è stato definito "Piano di marketing territoriale e di sviluppo sostenibile nei settori ambientale, agricolo - forestale e culturale della Valle Camonica", Piano che già ricomprende i territori dei cinque comuni dell'alto bacino dell'Oglio non compresi nei confini politici della Comunità Montana, con ciò sottolineando quale importanza rivestano tali ambiti territoriali per un armonico sviluppo sostenibile dei territori dell'intera Valle.

Lo studio di cui sopra, sviluppato dai ricercatori delle due Università di Sant'Anna di Pisa (componenti socio economiche) e di Camerino (pianificazione territoriale e paesaggistica)  si è basato sulla raccolta e l'elaborazione di dati e informazioni documentali che sono stati resi disponibili dal territorio, sulle evidenze raccolte nel corso di sopralluoghi effettuati direttamente sul campo e su quanto emerso in cinque tavoli di lavoro tematici organizzati presso la Comunità Montana cui hanno partecipato alcuni tra i principali portatori di interessi del territorio della Valle.

Il giorno 21 novembre 2014 il progetto è stato presentato dai professori Marco Frey e Massimo Sargolini delle Università di Pisa e Camerino all'Assemblea della Comunità Montana di Valle Camonica. A tale presentazione erano stati invitati anche i Sindaci dei cinque Comuni esterni alla Valle camonica politica. A seguito di una serie di osservazioni e puntualizzazioni, il Piano è stato completato in ogni sua parte nel del 2015 ed è consultabile sul sito della Comunità Montana di Valle Camonica www.cmvallecamonica.it La forza innovativa di questo studio sta anche nell'aver fatto uno sforzo per declinare delle generiche strategie in progetti - anche di massima, rendendo - se mai verrà applicato, concreti e misurabili gli obbiettivi di gestione per la nostra Valle.

Da tutti i presupposti sovra brevemente enucleati è nata la volontà di intraprendere un percorso di riconoscimento dell'intera Valle Camonica geografica (comprendendo quindi anche i territori di Pisogne, Rogno, Costa Volpino, Lovere e Castro - esterni alla Comunità Montana di Valle Camonica intesa come ambito politico) quale area MAB - Man & Biosphere - dell'Unesco e ciò allo scopo di contribuire alla valorizzazione del patrimonio biologico, storico, identitario e culturale della Valle, in armonia con il già citato Sito Unesco 94.


IL PROGRAMMA MAB (MAN AND THE BIOSPHERE) 

Il Programma MAB (Man and the Biosphere) è stato avviato dall'UNESCO negli anni '70 allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e capacity-building. L'uomo e la Biosfera" - M&B - è un programma che, nell'ambito dell'UNESCO, promuove l'adozione di approcci innovativi nella gestione delle risorse ambientali, storiche e culturali dei territori designati, al fine di migliorare le relazioni tra le comunità umane e i loro ambienti in un'ottica di sostenibilità.

La Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera (World Network of Biosphere Reserves) rappresenta un vero e proprio sistema di 'laboratori all'aria aperta' ovvero di strumenti di scambio di conoscenze, di ricerca, di monitoraggio continuo, di educazione, di formazione e di progettazione partecipata per una gestione sostenibile delle risorse naturali, sociali e ed economiche delle popolazioni coinvolte. E' evidente, pertanto, che per un territorio intriso di storia, natura e cultura come la Valle camonica, con un fondovalle fortemente antropizzato e segnato da una cultura industriale oramai in crisi, rappresenta  un luogo ideale per porre in atto le strategie proposte dal programma MAB.

Allo stato attuale il programma MAB ha portato al riconoscimento da parte dell'UNESCO quali "Riserve della Biosfera" di aree emblematiche, marine e/o terrestri, che gli Stati e le Autorità preposte (Regionali e Locali) si sono impegnate a gestire nell'ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, con il pieno coinvolgimento delle comunità locali. Scopo della proclamazione delle aree MAB è quello riconoscere, promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra le azioni svolte dalla comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l'educazione, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo economico sostenibile e di corretta pianificazione territoriale. 


Nel mondo vi sono attualmente 651 Aree MAB Unesco situate in 120 Nazioni, delle quali 14 in Italia:

·                     Circeo (Lazio) 1977

·                     Collemeluccio-Montedimezzo (Molise) 1977

·                     Miramare (Friuli Venezia Giulia) 1979

·                     Cilento e Vallo di Diano (Campania) 1997

·                     Somma-Vesuvio e Miglio d'Oro (Campania) 1997

·                     Valle del Ticino (Lombardia/Piemonte) 2002

·                     Arcipelago Toscano (Toscana) 2003

·                     Selva Pisana (Toscana) 2004

·                     Monviso (Piemonte) 2013

·                     Parco Nazionale della Sila (Calabria) 2014

·                     Parco del delta del Po (Emilia Romagna - Veneto) 2015

·                     Appennino Tosco-Emiliano (Toscana - Emilia) 2015

·                     Alpi Ledrensi e Judicaria (Trentino-Alto Adige) 2015

·                     Colline del Po torinese (Piemonte 2016)


L'UNESCO ha promosso la creazione di un Network mondiale delle Riserve della Biosfera al fine di promuovere su scala internazionale la conoscenza e lo scambio di studi, ricerche, strumenti di monitoraggio, percorsi educativi, formativi e partecipativi realizzati all'interno delle Riserve stesse. L'obiettivo è quello di mettere in evidenza universale la capacità di gestione equilibrata delle risorse ambientali e culturali da parte dei governi nazionali e delle popolazioni locali, con un approccio scientifico e sperimentale che possa essere di valore mondiale, usando tecniche innovative mirate allo sviluppo economico e sociale sostenibili.

 

L'azione di progetto si articolerà attraverso la predisposizione del "Biosphere Reserve Nomination Form" da presentare, come previsto dall'ordinamento nazionale e internazionale, dapprima alla Commissione Unesco italiana e quindi, seguendo tutto l'iter previsto per tale atto, ai diversi Ministeri competenti (Ambiente e Esteri) ed infine alla Commissione MAB Unesco di Parigi. La lunga e complessa procedura, che non durerà meno di un paio di anni, verrà anticipata da un forte coinvolgimento degli stakeholders locali al fine di costruire insieme il format da inoltrare alla Commissione MAB e quindi sensibilizzare l'intera Valle sull'importanza e la strategicità dell'iniziativa