Presentazione del Progetto

"Azioni ed interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni ecologiche, paesaggistiche e di idromorfologiche

del Fiume Oglio nel suo tratto intermedio

Edolo - Breno"

 


 Il Parco dell'Adamello ha recentemente dato corso alla definizione di un programma di interventi di riqualificazione ecologico-paesaggistica dell'asse fluviale dell'alto bacino del fiume Oglio. Il progetto, denominato Interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni ecologiche, paesaggistiche e idromorfologiche del fiume Oglio nel suo tratto intermedio (Edolo-Breno), è stato approvato in una sua prima stesura con deliberazione n. 94 del 29 maggio 2012 della Giunta Esecutiva della Comunità Montana di Valle Camonica. Il progetto, presentato per la richiesta di contributo alla Fondazione Cariplo, è stato ammesso a finanziamento (60%) in data 4 dicembre 2012. Il finanziamento concesso interviene a coprire i costi del progetto con ? 285.000,00 (52,55%), lasciando a carico dell'Ente la restante quota di ? 257.300,00 (47,45%). Tali somme riguardano l'intervento complessivo in programma che prevede interventi puntuali di riqualificazione spondale, interventi forestali di cura del bosco, interventi di piantumazione di alberi e arbusti, interventi di definizione di un "sentiero fluviale" e di riqualificazione ecologica di alcuni ambiti del tratto di fiume. In questo progetto sono illustrati, con dettaglio "esecutivo", gli interventi forestali previsti e quelli di piantumazione di alberi e arbusti, i quali assommano a complessivi ? 205.300,00, a loro volta suddivisi in tre lotti distinti, ognuno facente capo al Consorzio Forestale competente per territorio:

 

Lotto

Comuni

Consorzio

Importo complessivo

Lotto I

Breno, Losine, Niardo, Braone, Ceto

Consorzio Forestale Pizzo Badile

? 95.280,75

Lotto II

Cerveno, Ono San Pietro, Capo di Ponte, Malonno

Consorzio Forestale Valle Allione

? 49.276,85

Lotto III

Cedegolo, Berzo Demo, Sonico

Consorzio Forestale Alta Valle Camonica

? 60.742,39

 

 

Scheda riassuntiva del progetto


La Regione Lombardia ha istituito la Rete Ecologica Regionale (RER) riconosciuta dal Piano Territoriale Regionale del gennaio 2010 come infrastruttura prioritaria e strumento di indirizzo per l'intera pianificazione regionale e locale.

La RER lombarda si basa sul concetto di polifunzionalità, con ciò rappresentando il prioritario strumento regionale per la difesa della biodiversità e al contempo per la fornitura di servizi eco sistemici (sin'ora unico esempio a livello nazionale)

Con la definizione ed approvazione della Rete Ecologica Regionale, Regione Lombardia ha inteso perseguire l'obiettivo strategico di tutelare, assieme alla biodiversità ed al paesaggio, anche quegli elementi antropici identitari delle Comunità Locali.

Il fiume Oglio è stato riconosciuto quale componente prioritaria della Rete Ecologica Regionale e pertanto costituisce strumento fondamentale per la pianificazione locale.

In tale ambito e con tali obiettivi si pone il progetto di "Miglioramento delle condizioni ecologiche, paesaggistiche e di idromorfologiche  del Fiume Oglio nel suo tratto intermedio

Edolo - Breno"

 

IL FIUME OGLIO ELEMENTO PRIORITARIO DELLA RETE ECOLOGICA REGIONALE

Il Fiume Oglio costituisce, con i suoi 280 km di lunghezza, il secondo affluente per importanza del Po, nel quale sfocia dopo aver attraversato le Province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova. Coincide con il confine occidentale del Parco dell'Adamello dal Comune di Ponte di Legno sino a Breno (BS) e rappresenta l'elemento naturalistico più importante del fondovalle alpino della Valle Camonica, che percorre per 81 km con una superficie di bacino imbrifero pari a 175.200 ha.

L'Oglio nasce presso l'abitato di Ponte di Legno (a 1236 metri s.l.m.) dalla confluenza del Torrente Narcanello (le cui sorgenti sono nel Parco dell'Adamello, presso il Monte Castellaccio a 3104 metri s.l.m.) e il Torrente Frigidolfo (le cui sorgenti sono in Valle delle Messi, sulle pendici del Corno dei Tre Signori a 3360 metri s.l.m.) e si immette nel Lago di Iseo a quota 185 m s.l.m..

Il corso dell'Oglio si estende in direzione Nord-Sud, circondato da importanti gruppi montani (Ortles-Cevedale, Adamello, Re di Castello, Listino, Frerone, Orobie bresciane); buona parte del suo bacino imbrifero è costituita da ghiacci perenni.

Il regime idrologico è tipicamente alpino, anche se l'andamento delle portate presenti negli alvei del corso principale e dei torrenti laterali è costantemente regolato dall'attività di derivazione a scopo idroelettrico.

 

l fiume Oglio assolve, o meglio dovrebbe assolvere, a tutta la pluralità di funzioni proprie di un ecosistema fluviale efficiente. Tali funzioni si concretizzano attraverso una serie di servizi resi al territorio ed alle popolazioni locali, meglio definibili dunque come "Servizi Ecosistemici".

Purtroppo, una visione utilitaristica poco lungimirante e molto superficiale, sedimentatasi soprattutto negli ultimi decenni, ha portato a riconoscere al fiume in via prioritaria, se non unica, la funzione di collettamento delle acque derivate al corso principale dalle sorgenti e dagli affluenti secondari, scaricandole verso valle. Oltre al collettamento delle acque "naturali" al fiume è stata spesso affidata anche la funzione di collettamento delle acque nere, con conseguenze disastrose sul suo ecosistema e di conseguenza, più a valle, sull'ecosistema lacuale e su tutti gli ambiti a questo sottesi, sino al Mare Adriatico.

Questa visione limitata del servizio reso da un fiume al proprio territorio ha fatto sì che, soprattutto nell'ultimo secolo, l'Oglio sia stato considerato come una sorta di grande "tubo di scarico", fastidioso da governare per le ricorrenti piene e come tale da irreggimentare, raddrizzare, canalizzare, rendendolo dunque il più efficiente possibile come "scaricatore di acque verso valle".

Nei casi migliori a tale primaria visione, che per comodità definiremo di "collettore d'acque", si è aggiunta quella legata all'utilizzo delle stesse a fini industriali, soprattutto per la produzione di energia, con la conseguente realizzazione delle opere a ciò necessarie: derivazioni, dighe, chiuse, etc. L'artificializzazione del corso del fiume e la sua "ingegnerizzazione idraulica" hanno quindi lasciato poco spazio ad una visione integrata e completa del ruolo e dei servizi ecosistemici resi al proprio territorio dal fiume Oglio, confinandone non solo il ruolo, ma persino la percezione, ai margini se non nel "retrobottega" del sistema territoriale e produttivo camuno.

 

Questo abbandono si è tradotto in numerosi fenomeni di degrado delle aree perifluviali, dove abbondano discariche di varie dimensioni e natura, ovviamente non autorizzate, edifici, baracche e recinzioni abusivi, addirittura percorsi di motocicli cross ed enduro nei boschi ripariali.

 

Un fiume efficiente e in equilibrio dinamico con l'ambiente che lo circonda rappresenta, al contrario, la principale innervazione ecosistemica, economica e sociale di un territorio, indispensabile per sostenerne tutta la vita circostante, non solo quella delle popolazioni umane ma anche di tutti gli altri viventi.

Un fiume in equilibrio con i territori circostanti è, innanzitutto, un fiume geologicamente, idraulicamente e igienicamente sano e rappresenta un elemento strategico per la sicurezza delle popolazioni e non un elemento naturale al quale essere indifferenti o del quale addirittura avere paura.

Ma la sicurezza geologica, idraulica e igienica del fiume non può essere ottenuta solamente attraverso opere di ingegneria idraulica o di depurazione degli affluenti; sono una pluralità gli interventi che rendono l'ecosistema fluviale "intrinsecamente sicuro" e solamente con grande sensibilità, attenzione e scientificità di intervento è possibile ricavare il meglio dei "servizi ecosistemici" che il fiume può e deve dare. Proviamo dunque ad elencare brevemente tali servizi.

  

I servizi ecosistemici offerti dal fiume Oglio

 

Qualità delle acque: un fiume funzionale ed efficiente è in grado di autodepurarsi agendo come un depuratore naturale altamente efficace e in grado di affinare i livelli di depurazione antropica ottenuta con processi biochimici, affinamento che altrimenti, oltrechè essere di difficile attuazione, necessiterebbe di costi aggiuntivi insostenibili alle comunità residenti.

 

Sicurezza igienica: un fiume con buone acque, oltre a rappresentare un vettore ecologico di grande significato estetico, rappresenta anche un elemento di sostegno ad attività economiche e ludiche tutt'altro che secondarie: agricoltura, ittiocultura, pesca dilettantistica, rappresentano solo i punti di inizio di una "filiera" dalla quale traggono giovamento numerosi altri elementi economici, con particolare riferimento al turismo.

 

Paesaggio: un fiume ben conservato, ordinato nelle sue componenti forestali di margine, percorribile a piedi, a cavallo o in bicicletta, rappresenta una "infrastruttura naturale" di pregio, in grado di riequilibrare, quasi da sola, l'intero fondovalle camuno, purtroppo costellato di interventi fortemente impattanti sul paesaggio e sui tessuti sociali.

 

Richiamo turistico: l'appeal turistico della Valle Camonica, globalmente intesa, impatta contro tre elementi di forte negatività, immediatamente percettibili all'occhio di chi la percorre per la prima volta:

-          l'impressione di forte disordine urbanistico data dal fondovalle (impressione amplificata dalla aggressiva pubblicità stradale posta lungo la SS 42 e dalle numerose linee elettriche che vi si intersecano) che spesso impediscono il godimento dei mirabili paesaggi alpini

-          la mancanza di una segnaletica turistica coordinata ed efficace

-          lo stato di abbandono in cui versa l'ambito fluviale del fiume Oglio.

Riportare il fiume a condizioni funzionali ed estetiche di qualità significa anche porre rimedio ad uno dei tre principali fattori di degrado (reale e percepito) che sviliscono il territorio camuno.

 

Recupero ecosistemico: il fiume Oglio rappresenta la principale componente ecosistemica di fondovalle in grado di mantenere elevata la permeabilità ecologica dell'intera Valle Camonica con le altre vallate alpine e soprattutto con la pianura padana. Ciò significa, innanzitutto, sicurezza per le popolazioni animali e vegetali, contrasto alla penetrazione di specie esotiche potenzialmente invasive, se non addirittura pericolose per gli equilibri naturalistici e per le attività agricole locali (potenzialmente anche per la salute umana!), contrasto ai cambiamenti climatici in atto (fondamentale la capacità termoregolatrice delle acque del fiume nel fondovalle e nell'ambito lacustre), elevazione della sicurezza biologica e quindi igienica per specie animali e vegetali (e anche per l'uomo).

 

Per concludere, una gestione territoriale moderna, sensibile ed attenta agli equilibri naturali, oltrechè economici e sociali, deve saper riconoscere al fiume la pluralità di funzioni che è in grado di esercitare, enfatizzandone al massimo le potenzialità.

 

Le minacce all'integrità fluviale

 

Il Fiume Oglio prelacuale, analogamente ad altri grandi fiumi dei fondovalle alpini, ha subito nel corso degli anni i molteplici effetti legati alla antropizzazione della Valle Camonica. In particolare il tratto è interessato:

Ø     dall'impatto causato da molti degli interventi effettuati in alveo e sulle sponde ai fini della sicurezza idraulica; tali interventi sono stati spesso eseguiti con poca attenzione all'ecosistema fluviale globalmente inteso, con il risultato di aver dato corpo a tratti fluviali fortemente artificializzati e non funzionali al mantenimento dei servizi ecosistemici potenzialmente offerti dal fiume;

Ø     da scarichi fognari che, in alcuni casi, ancora oggi insistono pesantemente sul fiume;

Ø     dall'attività agricola che, dove ancora esercitata sul fondovalle, pressata da altri usi industriali e urbani dei suoli, utilizza le aree coltivabili sino in fregio al fiume, in qualche caso anche occupando aree demaniali;

Ø     dagli sbarramenti del fiume creati ad uso idroelettrico che interrompono il corridoio ecologico fluviale principale;

Ø     da briglie di contenimento dell'erosione che quasi sempre impediscono la percorribilità fluviale alla fauna ittica;

Ø     da totale abbandono, o peggio da sfruttamento selvaggio, delle aree forestali posta a margine del fiume con conseguente degrado estetico e aumento dell'insicurezza idraulica;

Ø     da aree adibite a deposito o scarico di materiali diversi, spesso poi abbandonate, con aumento del degrado estetico, del rischio idraulico e con sottrazione di aree esondabili preziose e necessarie ad un corretto espletamento della dinamica fluviale;

Ø     da aree di cava e di deposito dei materiali cavati, in qualche caso poste a ridosso dell'alveo principale del fiume o addirittura in zone che possono considerarsi alveo attivo dello stesso.

 

Un ultimo e ulteriore elemento di minaccia, esemplificativo del sostanziale abbandono a se stesso nel quale il fiume è stato lasciato nell'ultimo secolo, è la mancanza ovvero la scarsa conoscenza nel dettaglio del fiume: infatti, esistono informazioni frammentarie, legate ad alcune stazioni di monitoraggio o ad interventi eseguiti o programmati in modo puntuale, senza una visione ed un'ottica di bacino che consenta di pianificare gli interventi, di qualsiasi natura essi siano, ad un livello di ecosistema anziché di tratto puntuale.

 

Pur in tale quadro, fortunatamente, rimangono alcuni tratti anche significativi, in cui il fiume, il bosco ripariale e la complessiva naturalità dell'ecosistema e del paesaggio si sono conservati ad un buon livello funzionale.


Le finalità dell'intervento

 

Allo scopo di riequilibrare il ruolo di centralità ecosistemica e paesaggistica del fiume Oglio, reinserendolo altresì in una rinnovata visione di elevata sensibilità culturale e percettiva dello stesso da parte delle popolazioni residenti, il Piano qui proposto prevede:

  • L'organizzazione dei dati e dei monitoraggi esistenti, con le necessarie integrazioni sui tratti mancanti, al fine di definire un quadro dello stato "ante operam" del tratto fluviale in esame, con particolare attenzione allo stato di funzionalità ecologica delle sponde (carta IFF in doppia sponda sui 35 Km); allo stato della frammentazione fluviale; alla individuazione dei tratti maggiormente artificializzati. Questa azione consentirà di definire una carta degli interventi da realizzarsi in base alle opportunità di finanziamento (Carta delle priorità e cronoprogramma degli interventi). 
  • Azione di ricognizione delle aree demaniali, lungo le fasce spondali dell'Oglio e del tratto terminale dei principali tributari, al fine di definirne le superfici, individuarne le concessioni in essere e le aree potenzialmente utili a supportare interventi di riassetto e riequilibrio della funzionalità fluviale (realizzazione di interventi di riforestazione ripariale, di mantenimento e ricostruzione di fasce tampone con  conseguentemente recupero della funzionalità idraulica, qualitativa e paesaggistica del fiume).
  • Realizzazione di interventi di ricostruzione di boschi ripariali e di fasce spondali vegetate con funzioni di tampone al dilavamento delle aree agricole, di ricostruzione e mantenimento del corridoio ecologico principale di fondovalle e di miglioramento paesaggistico dell'insieme.
  • Realizzazione di interventi di diversificazione fluviale in tratti già banalizzati e di interventi di deframmentazione fluviale su rampe in corrispondenza di briglie di contenimento realizzate da Enti Pubblici. La deframmentazione sugli sbarramenti privati dovrà essere richiesta, a norma di legge, agli stessi derivatori alla scadenza delle rispettive concessioni, ormai prossima (2016).
  • Completamento, consolidamento e valorizzazione di un "Sentiero fluviale", già oggi in grandissima parte esistente, che consenta ai fruitori, pescatori e appassionati in genere, di percorrere a piedi e senza interruzioni tutto il Fiume Oglio.  
  • Sviluppo di piani e programmi di informazione e coinvolgimento degli stakeholders locali (Comuni, associazioni sportive, ambientaliste, culturali, etc.) e dei cittadini fruitori su tutte le azioni di progetto-

 

Le azioni di progetto

 

 

1. Progettazione ed esecuzione di interventi di forestazione e di riqualificazione forestale nelle aree spondali e perifluviali del tratto di F. Oglio tra Breno e Edolo

2. Progettazione ed esecuzione di interventi di riqualificazione del sentiero fluviale nelle aree spondali e perifluviali del tratto di F. Oglio tra Breno e Edolo

3. Progettazione ed esecuzione di interventi di riqualificazione fluviale del F. Oglio attraverso la deframmentazione di briglie nel territorio di Sellero e la creazione di rifugi per la fauna acquatica nel territorio di Breno

4. Progettazione e realizzazione di aree umide con la funzione di stepping-stones all'interno di un castagneto abbandonato a Cedegolo

5. Realizzazione di uno stagno per la stabulazione del gambero autoctono d'acqua dolce e attività di reintroduzione/ripopolamento

6. Applicazione dell'Indice di Funzionalità Fluviale (IFF) ante-operam (aggiornamento) e post-operam nel tratto tra Breno e Edolo

7. Monitoraggio degli interventi di riqualificazione fluviale ante-operam e post-operam tramite censimenti ittici

8. Attività didattiche e divulgative

9. Coordinamento