17°Memorial Danilo Re

Terminato nel Parco dell'Adamello il 17° Memorial dedicato a Danilo Re

 

Dal 12 al 15 gennaio 2012 il Parco Regionale dell' Adamello Lombardo e la Valle Camonica hanno ospitato nel Comprensorio sciistico Adamello Ski Pontedilegno-Tonale la diciassettesima edizione del "Memorial Danilo Re".

 

Il "Memorial Danilo Re" rappresenta oramai da quasi vent'anni un'importante occasione di incontro tra le Aree Protette alpine ed è caratterizzato, oltreché da una competizione sportiva (il Trofeo Danilo Re), da una serie di eventi collaterali, tra i quali un convegno a tema e una serie di incontri bilaterali e multilaterali tra amministratori e tecnici delle Aree Protette alpine, ed infine, alcuni momenti conviviali tra i diversi partecipanti.

Nato per commemorare la carriera esemplare di un guardiaparco deceduto compiendo il proprio dovere, il "Memorial Danilo Re" ha visto la sua importanza aumentare di anno in anno fino a diventare, dall'edizione del 2006, un evento di portata internazionale inserita nell'ambito del Segretariato Permanente della "Convenzione alpina".

 

L'organizzazione dell'edizione 2012 è stata curata dalla Comunità Montana di Valle Camonica-Parco Adamello con la collaborazione di due partner, il Consorzio Adamello Ski e Alparc.

Il Presidente della Comunità Montana - Parco Adamello, Corrado Tomasi, ha evidenziato che "...il Memorial Danilo Re non è unicamente un evento sportivo, ma rappresenta anche una preziosa ed utile opportunità per sostenere e rafforzare la cooperazione e l'amicizia, gli sforzi e gli obiettivi comuni a tutte le Comunità ospitanti le Aree Protette Alpine. La componente agonistica della manifestazione ha rivestito certamente un forte interesse da parte dei partecipanti, ma lo spirito della manifestazione è andato ben oltre tale evento. L'Unione Europea assegna agli ambienti alpini un ruolo estremamente rilevante in considerazione soprattutto del fatto che il territorio montano è oggi tra quelli più esposti alle allarmanti conseguenze dei cambiamenti climatici ed a preoccupanti, sebbene contraddittori, fenomeni di abbandono che aprono le porte al degrado di territori ed ecosistemi, favorendo al contempo politiche speculative di rapina e mortificazione delle culture locali e dell'ambiente. Queste questioni hanno assunto nel nostro Paese anche un rilievo sotto il profilo politico e istituzionale, come abbiamo avuto conferma nel recente e confuso dibattito sul destino delle Comunità montane. Il dato di fatto è che oggi - ha continuato Corrado Tomasi -  la bioregione alpina non costituisce ancora, nonostante la Convenzione delle Alpi sia entrata in vigore da anni, un vero 'sistema' capace di parlare e agire con un'unica voce sulle scelte di fondo delle politiche che la riguardano, sia nazionali che regionali. Pensare che a proteggere e tutelare adeguatamente gli habitat e le economie delle nostre montagne possano provvedere le Comunità che ancora vi resistono, sole e isolate in una dimensione localistica e tagliate fuori da processi nazionali ed europei, è una pericolosa illusione. E pensare che ai territori montani basterebbe lasciare le ricchezze che loro stessi producono - mi sto chiaramente riferendo alle produzioni idroelettriche - che invece purtroppo, finiscono in maniera quasi totale nelle mani dei privati.

Infatti - ha proseguito Corrado Tomasi - mai come in questo momento, se la dimensione locale non trova le indispensabili collaborazioni per farsi comprendere con forza e determinazione dalle politiche regionali, nazionali e comunitarie e se le Comunità locali non fanno leva su alcuni strumenti gestionali adeguatamente specializzati, quali sono appunto i Parchi, è impensabile ottenere quel riconoscimento, prima ancora morale che politico e istituzionale, che dia dignità e futuro alle Alpi ed ai suoi Popoli. E' la "Convenzione alpina" stessa ad assegnare ai Parchi il compito di perseguire politiche di cooperazione e di contiguità dell'Unione Europea, e proprio i parchi di confine, come lo sono Adamello, Adamello - Brenta, Stelvio ed Engadina, possono contribuire non poco a mettere a punto alcuni strumenti ottimali di cooperazione. Tanto più che la politica nazionale in questi anni stenta a dare risposte ed anzi registra preoccupanti regressi e uno stato complessivo di disagio o quanto meno di confusione (vedasi caso dello "smembramento" amministrativo del Parco nazionale dello Stelvio)".

Il Direttore del Parco Adamello, Dario Furlanetto, ha evidenziato come ".... il vero ruolo del "Memorial Danilo Re", che senz'altro è anche una competizione sportiva, è soprattutto quello di costituire un momento di incontro, di dialogo, di comprensione e di amicizia reciproca tra persone che operano dentro le loro comunità alpine con un minimo comun denominatore: una montagna abitata, plasmata dal secolare lavoro dell'uomo, serbatoio di valori culturali e di paesaggi unici e scrigno di biodiversità, tutti valori che oggi sono fortemente a rischio. Incontrarsi, conoscersi, vivere insieme momenti di lavoro e momenti di svago, favorisce quell'indispensabile necessità di vincere le reciproche diversità e diffidenze ed imparare a "parlarsi" e ad affrontare uniti le necessità che la tutela della montagna, dei suoi valori e delle sue popolazioni necessita".

Alla parte agonistica della manifestazione hanno partecipato 39 squadre, ciascuna formata da quattro atleti, appartenenti a 26 Aree Protette alpine (ogni Area Protetta poteva iscrivere più squadre) di sei Nazioni (oltre all'Italia, Francia, Svizzera, Austria, Germania e Slovenia).

 

Le quattro discipline sportive del Trofeo sono state: lo sci di fondo, lo sci alpinismo (denominazione ufficiale della UIAA: "mountaineering ski"), lo slalom gigante e il tiro al bersaglio con carabina da biathlon. Le prove individuali sono state le seguenti: sci di fondo su una distanza di 6,2 chilometri a tecnica libera con partenza in linea; sci alpinismo su un dislivello di 680 metri, con partenza in linea; slalom gigante, su un dislivello di circa 200 metri svoltosi in una "manches"; tiro a segno, con carabina ad aria compressa (calibro standard di 4,5 mm) e bersagli metallici di tipo biathlon posti alla distanza di 10 metri.

 

Il Convegno ha avuto per titolo "Sentieri delle alpi: segnaletica, manutenzione e sicurezza" e si è svolto Venerdì 13 gennaio 2012 presso la sala congressi dell'Hotel Mirella di Ponte di Legno. Il Convegno ha rappresentato un momento importante di confronto tra le diverse realtà delle Aree Protette alpine su un tema sempre più attuale, viste le notevoli ricadute sotto il profilo tecnico, ma anche giuridico, che la "sicurezza" rappresenta sui nostri percorsi alpini, sia in estate che d'inverno.  

 

Al Convegno hanno partecipato Michael Vogel e Guido Plassmann, rispettivamente Presidente e  Direttore di Alparc, l'Assessore al Parco Silvio Citroni ed il Direttore del Parco Adamello, Dario Furlanetto.  In particolare, l'Assessore Silvio Citroni ha posto l'accento sul fatto che ".... l'evento sportivo e culturale del Memorial Danilo Re ha rappresentato anche un'importante occasione di promozione internazionale del nostro territorio, sia per quanto concerne gli aspetti naturalistico ambientali, sia per gli aspetti logistico sportivi, compresi gli aspetti più prettamente turistici e di ospitalità. In particolare - ha proseguito l'Assessore al Parco - l'organizzazione e la struttura internazionale del memorial Daniulo Re verrà ripresa dal Parco Adamello già questa estate per organizzare un grande evento in Valle Saviore dedicato alle economie sostenibili nelle aree protette alpine".

 

Soddisfazione per la manifestazione è stata espressa anche da parte del Sindaco di Ponte di Legno, Mario Bezzi, patrocinatore dell'iniziativa, che ha auspicato che simili eventi posano ripetersi nell'ambito delle Comunità dell'Alta Valle Camonica, rappresentando ottimi strumenti di promozione territoriale ed economica per le comuntà residenti.  

 

Tutte le informazione relative al congresso, alle classifiche delle gare e alla manifestazione in generale sono consultabili al sito internet www.danilo-re.net  oppure su www.parcoadamello.it .