Il ghiacciaio dell’Adamello

Studi e monitoraggi di un ecosistema in rapida trasformazione

Negli ultimi 40 anni la temperatura dell’intero arco Alpino è raddoppiata causando cambiamenti a livello ecosistemico come ritiro dei ghiacciai e migrazione di specie ad altitudini maggiori.

Non solo ma queste trasformazioni, in continua accelerazione, hanno delle conseguenze dirette ed indirette sia sugli ecosistemi di alta quota sia su quelli di fondovalle. Tutto ciò incide in maniera significativa   sulla capacità degli ecosistemi naturali (ghiacciai compresi) di erogare tutti quei benefici ambientali a supporto delle attività umane, anche chiamati Servizi Ecosistemici. Si pensi ad esempio alla disponibilità ed alla capacità di fornitura di acqua da parte dei ghiacciai  e alle possibili conseguenze di una loro mancanza per l’agricoltura, l’energia, la biodiversità, ecc..

Tutto questo rende necessaria una gestione sempre più scientifica delle risorse naturali, partendo dagli studi  dei cambiamenti passati per cercare di capire come adattarsi a quelli futuri. 

A questo scopo, il Parco dell’Adamello, importante hotspot di biodiversità a livello europeo, si presenta come un’ottima area di studio, grazie anche alla presenza di importanti archivi naturali, climatici e biologici, come torbiere e ghiacciai.

Il giorno 17 luglio 2019 presso il Centro eventi Adamello di Vezza d’Oglio (BS), si è tenuta una serata di divulgazione dei risultati degli studi condotti dal Centro Glaciologico Lombardo e dagli esperti della Fondazione MACH di San Michele all’Adige.


In questa sezione dedicata, è possibile scaricare le presentazioni ed il materiale illustrato.