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Lago di Bos.
 
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Alta Valle Avio.
 
  Il Piano del Parco
 

Il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) è il primo e fondamentale strumento di pianificazione del territorio di un'area protetta. Racchiude in sé un complesso lavoro di conoscenza e di interpretazione della realtà naturale e sociale del territorio: è, diciamo così, il piano regolatore del Parco.
La protezione della natura e dell'ambiente si colloca al primo posto tra gli obiettivi del PTC del Parco Adamello; essa va perseguita non con l'esclusione dell'uomo, ma "attraverso il recupero di un corretto rapporto, culturale ed economico, dell'uomo con l'ambiente". In stretta coerenza con questo obiettivo primario si collocano gli obiettivi riguardanti la fruizione ricreativa dell'ambiente naturale (valorizzazione del Parco come fattore di promozione di un turismo sostenibile) e la funzione di sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità locali. Tali obiettivi vanno perseguiti attraverso "la ricerca di nuovi comportamenti umani, compatibili con la tutela delle risorse naturali".
Inoltre, il Consiglio Regionale, ai sensi dell'art. 16 ter della L.R. 86 del 30.11.1983 (Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l'istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale) e successive modifiche e integrazioni, ha istituito con L.R. n. 23 del 01.12.2003 il Parco naturale dell'Adamello (i confini del parco naturale sono individuati nella planimetria generale in scala 1:25.000, allegata alla presente Legge). Le norme vigenti nel Parco naturale sono contenute nel relativo Piano Territoriale, approvato con D.C.R. 22.11.2005 n° 8/74

Il Parco naturale dell'Adamello è istituito per perseguire i seguenti obiettivi:
a) tutelare la biodiversità, conservare ed incrementare le potenzialità faunistiche, floristiche, vegetazionali, geologiche, idriche ecosistemiche e paesaggistiche dell'area;
b) garantire un uso dei suoli e dei beni compatibile con le qualità naturalistiche;
c) tendere alla conservazione e ricostruzione dell'ambiente;
d) realizzare l'integrazione tra uomo e ambiente naturale mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici, architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali;
e) promuovere e disciplinare la fruizione dell'area a fini scientifici, culturali, educativi e ricreativi.

È possibile scaricare la RELAZIONE AL PIANO TERRITORIALE e le NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE

Suddivisione e simbologia della planimetria generale

1. La planimetria generale di Piano suddivide il territorio, ai fini della tutela ambientale e paesistica, in tre successivi Orizzonti altitudinali:

  • Orizzonte del paesaggio antropico;
  • Orizzonte del paesaggio alpestre;
  • Orizzonte del paesaggio culminale.

2. Nella planimetria generale di Piano, con apposito segno grafico, sono indicati i confini delle riserve naturali, la cui istituzione è proposta con il presente P.T.C. al fine di tutelare le manifestazioni vegetali, zoologiche, morfologiche, paesistiche e idrogeologiche in esse riscontrabili.
Le riserve naturali individuate nel parco regionale dell'Adamello sono:

  • riserva naturale integrale "Val Rabbia e Val Gallinera";
  • riserve naturali orientate "Val Gallinera-Aviolo", "Lago d'Arno", "Alto Cadino-Val Fredda";
  • riserva naturale parziale morfopaesistica e biologica "Adamello";
  • riserve naturali parziali biologiche "Torbiere del Tonale" e "Torbiere di Val Braone";
  • riserve naturali parziali zoologico-forestali "Boschi di Vezza e Vione", "Piz d'Olda-Pian della Regina", "Frisozzo-Re di Castello";
  • riserva naturale parziale morfopaesistica e botanica "Badile-Tredenus";
  • riserva naturale parziale botanica "Marser-Bos".

3. Le riserve naturali costituiscono, nel loro insieme, l'area a parco naturale di cui al successivo art. 16 bis.

4. La planimetria generale di Piano identifica i monumenti naturali, aventi le caratteristiche previste dall'art. 1, lettera d) della l.r. 86/1983, come segue:

  • grandi alberi;
  • cascate;
  • coni granitici di erosione.

5. La planimetria generale di Piano individua le zone territoriali di interesse antropico, con la seguente classificazione:

  • Zona di iniziativa comunale;
  • Zona attrezzature e insediamenti turistici;
  • Zona prati terrazzati.

6. Nella planimetria generale di Piano, con appositi simboli grafici sono altresì individuati:

  • Zone di particolare rilevanza paesistico-ambientale;
  • Zone umide e torbiere;
  • Ambiti di tutela biologica;
  • Porte del Parco, Accessi al Parco e Punti attrezzati;
  • Ambiti per l'esercizio dello sci;
  • Ambiti per l'apertura di piste da sci;
  • Siti di interesse archeologico;
  • Attività incompatibili.

7. Siti d’importanza comunitaria
Ai sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, con successivo provvedimento della Giunta regionale saranno individuati i siti di importanza comunitaria (S.I.C.) quali aree che contribuiscono in modo significativo alla conservazione e/o al ripristino di habitat naturali o presentano elementi fisici e/o biologici essenziali alla vita ed alla riproduzione di alcune specie e al mantenimento della biodiversità nella regione biogeografica continentale. Quando approvati dalla Commissione europea, i quattordici S.I.C. localizzati nel parco regionale dell’Adamello saranno recepiti di diritto nel Piano, secondo i tempi, le priorità e le modalità indicate.

Riserve naturali
La planimetria generale del Piano Territoriale di Coordinamento del Parco, approvato con DGR n° 7/6632 in data 29.10.2001, identifica le seguenti riserve naturali:

Lo stato della pianificazione
Il Piano Territoriale di Coordinamento, strumento fondamentale della pianificazione territoriale del Parco Adamello è stato adottato dall'Assemblea della Comunità Montana già nel lontano 1992. Le osservazioni degli Enti pubblici e dei privati sono state controdedotte dall'Assemblea della Comunità Montana il 21 aprile 1994. Il Piano è stato approvato con D.G.R. n° 7/6632 in data 29/10/2001. Gli elaborati di Piano il D.G.R. sono stati pubblicati sul BURL in data 29/11/2001 (II supplemento straordinario al n° 48).

Ambito, contenuti ed effetti del Piano Territoriale di Coordinamento
Il piano territoriale di coordinamento (P.T.C.) del parco regionale dell'Adamello, classificato come parco montano e forestale, ha effetti di piano paesistico coordinato ai sensi dell'art. 57 del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, con i contenuti paesistici del piano territoriale di coordinamento provinciale ed è approvato ai sensi e con i contenuti delle leggi regionali 16 settembre 1983, n. 79 (Istituzione del parco naturale dell'Adamello) e 30 novembre 1983, n. 86 (Piano regionale delle aree regionali protette. Norme per l'istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale) e successive modifiche e integrazioni.
Il Piano individua e propone, nell'ambito del parco regionale, le aree a riserva naturale e le aree a parco naturale aventi le caratteristiche di cui all'art. 2 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette) e all'art. 1 della l.r. 86/1983, come modificata dalla legge regionale 8 novembre 1996, n. 32 (Integrazioni e modifiche alla l.r. 30 novembre 1983, n. 86 "Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l'istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale" e regime transitorio per l'esercizio dell'attività venatoria).
La disciplina di tali aree ha valore ed effetti di piano territoriale regionale ai sensi dell'art. 16 ter della l.r. 86/1983 e successive modifiche e integrazioni.
Tutte le disposizioni del Piano sono immediatamente vincolanti ai sensi dell'art. 18, comma quarto della l.r. 86/1983.
Il territorio del Parco è vincolato paesisticamente ai sensi dell'art. 146, comma primo, lettera f) del D.Lgs. 490/1999.
Ogni intervento, ad eccezione delle opere interne e di quelle indicate nell'art. 152 del D.Lgs. 490/1999, è soggetto ad autorizzazione paesistica ai sensi dell'art. 151 dello stesso D.Lgs. 490/1999, da rilasciarsi secondo le procedure indicate nella legge regionale 9 giugno 1997, n. 18 (Riordino delle competenze e semplificazione delle procedure in materia di tutela dei beni ambientali e di piani paesistici. Subdeleghe agli enti locali).