Rischi connessi all’alimentazione artificiale della fauna selvatica

Come dobbiamo comportarci nei confronti della fauna selvatica? Esistono delle linee guida o regole di buon senso da seguire?

Può sembrare una domanda “lontana” e vagamente “esotica” per coloro che vivono in aree urbane, oppure un problema remoto da porsi durante le attività outdoor in montagna.

Questa domanda, invece, perde la sua retorica e si inserisce direttamente nella quotidianità di chi vive nelle aree rurali di montagna, come la Valle Camonica.

Per fare chiarezza vi proponiamo alcune regole base da rispettare, tenendo ben presente che il più grande errore che si può fare è dar loro cibo e confidenza.

VADEMECUM

  • Il territorio della Valle Camonica è interessato, da anni, dalla presenza di orso bruno (Ursus arctos) e lupo (Canis lupus), riconducibile sia ad esemplari in dispersione dal Trentino (orso bruno) sia dalla presenza, accertata dal 2019, di un branco stabile interprovinciale (lupo) in Comune di Ponte di Legno;
  • l’evoluzione naturale della fauna ha permesso agli animali selvatici di individuare le migliori strategie per sopravvivere alle situazioni di difficoltà;
  • alimentare artificialmente gli animali selvatici può determinare un anomalo rapporto di dipendenza dall’uomo e un’alterazione dei comportamenti istintivi della fauna – tra cui la necessaria diffidenza verso le persone – intervenendo anche sulle naturali dinamiche demografiche con eccessivi incrementi numerici delle popolazioni selvatiche;
  • ogni fonte artificiale di cibo rende le specie selvatiche, con particolare riferimento a quelle più opportuniste (volpe, orso bruno, lupo) pericolosamente confidenti nei confronti dell’uomo verso il quale, al contrario, è corretto mantengano molta diffidenza, per la loro stessa sopravvivenza;
  • l’innaturale sovrapposizione tra uomo e selvatici induce questi ultimi a frequentare abitualmente luoghi antropizzati, con il rischio di reciproca trasmissione di malattie infettive, di morsicature, di investimenti stradali con conseguenze potenzialmente gravi;
  • il mantenimento di un’elevata diffidenza degli animali selvatici nei confronti dell’uomo è un elemento imprescindibile per garantire sia la pubblica incolumità dei cittadini sia la sopravvivenza della fauna stessa.