Tempesta VAIA, da disastro ad opportunità

La tempesta VAIA dell’ottobre 2018 è, ad oggi, uno degli eventi atmosferici più impattanti per l’equilibrio delle nostre foreste degli ultimi decenni.

Anche i versanti del Parco dell’Adamello, come del resto quelli di gran parte dell’arco Alpino, sono stati interessati da una devastazione di proporzioni mai viste a memoria d’uomo.

Sin da subito tecnici ed operatori si sono domandati come superare questo “day after” e tentare di trasformare il disastro in risorsa per la filiera del legno locale.

Dopo i primi giorni dedicati al pronto intervento, si è provveduto alla verifica della situazione e alla valutazione delle emergenze, avviando un primo programma di interventi di bonifica e di programmazione delle operazioni da completare e attivare nell’immediato.

Fin da subito è emerso l’elemento di “straordinarietà”. Infatti, dinnanzi a tale devastazione, gli operatori si sono trovati ad operare in un contesto nuovo, di proporzioni mai affrontate, lasciando, pertanto, un più che legittimo momento di sgomento di fronte all’incalcolabile gravità del danno e del derivante rischio idrogeologico.

Per capire l’entità catastrofica di Vaia, lasciamo parlare i numeri: in Valle Camonica sono oltre 800 gli ettari di superfici forestali con danno totale (corrispondenti ad altrettanti campi da calcio) ovvero con abbattimenti superiori all’80% della provvigione, e oltre 300.000 mc di legname “a terra”.

Conclusasi la fase preliminare, a partire dal secondo mese post evento, si sono avviati i lunghi lavori di ripristino che si sono protratti fino ai primi giorni di autunno 2019.

Ulteriori interventi sono già previsti ed è in corso la valutazione della stima delle risorse indispensabili per il completamento delle operazioni necessarie.

Al momento gli interventi sono pienamente rispondenti alle previsioni di costo, ma hanno consentito la bonifica di circa il 10% del danno forestale primario.

Dopo questo primo step, tra gli elementi di pregio dell’intero programma, e dai quali nascono premesse assolutamente incoraggianti, c’è l’efficace sinergia multilivello: dalla Comunità Montana di Valle Camonica, ai Consorzi Forestali (portavoce gestionali delle Proprietà pubbliche dei singoli comuni), fino alle imprese boschive e agli operatori di prima trasformazione (segherie e centrali a biomasse).

Questo “tesoro relazionale” identifica il comprensorio camuno come “ideale” per poter proseguire una logica collettiva di gestione delle problematiche e sviluppo dell’intero sistema bosco-legno locale grazie al supporto di Regione Lombardia.

Nel concreto, cosa può fare nel suo piccolo, il singolo cittadino per sostenere questo processo di recupero?

Un’azione altamente significativa, per esempio, è l’acquisto di manufatti creati con legno a “KM0” certificato VAIA. Tutto il legname ricavato è certificato PEFC e rientra in un programma di promozione a sostegno di un sistema sempre condizionato dalle logiche del mercato globale. Si tratta di manufatti da giardino (tavoli, panchine, etc…) prodotti dalle piante abbattute e recuperate dalla pulizia dei boschi della Valle Camonica “certificati Vaia”. Chi fosse interessato può contattare direttamente i Consorzi Forestali o informarsi presso gli uffici del Parco dell’Adamello (Breno, P.zza Tassara, n.3).

La strada da fare è ancora lunga, le difficoltà non mancano, ma i segnali che emergono a distanza di poco più di un anno dalla catastrofe VAIA sono incoraggianti: la Valle Camonica forestale sta reagendo prontamente, restituendo speranza e futuro al bosco ed alla sua filiera.


Scarica la relazione finale della prima tranche dei lavori post tempesta VAIA